Superbatteri resistenti agli antibiotici, è allarme: “Uccideranno ogni 3 secondi entro il 2050”

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Se non si riuscirà a porvi rimedio, i superbatteri resistenti agli antibiotici uccideranno una persona ogni tre secondi entro il 2050. Per questo partiranno campagne di informazione in tutto il mondo contro l’uso eccessivo di antibiotici. L’allarme è stato lanciato dal report “Review on Antimicrobial resistence” secondo cui è necessaria una vera e propria rivoluzione nella concezione e nell’uso degli antibiotici. La battaglia contro le più comuni infezioni, resistenti a qualsiasi cura oggi conosciuta, potrebbe causare più morti “del terrorismo“.

Il problema sta innanzitutto nel fatto che non si stanno sviluppando nuovi antibiotici efficaci e si sta perdendo il potere curativo di quelli già in uso a causa dell’abuso e del cattivo uso di questi farmaci sia nell’uomo sia negli animali, causando così la resistenza dei batteri. Il rischio è che 10 milioni di persone possano morire per una semplice infezione ogni anno nel 2050. Il costo di questa lotta sarà ingente: circa 100mila miliardi di dollari. E’ necessario avviare la ricerca su nuovi metodi di contrasto, migliorare le condizioni igienico-sanitarie e la pulizia negli ospedali per prevenire la diffusione delle infezioni, ridurre l’uso indiscriminato e spesso inutile di antibiotici in agricoltura e vietarlo nei settori “altamente critici” per la salute umana, aumentare la sorveglianza della diffusione della resistenza antimicrobica, retribuire con un miliardo di dollari le aziende per ogni nuovo antibiotico scoperto, incentivi finanziari per lo sviluppo di nuovi test sull’efficacia degli antibiotici su ogni soggetto per verificare se avrà effetto. Lo studio rilancia inoltre l’utilizzo di vaccini e farmaci alternativi.

Lord Jim O’Neill, economista che ha guidato la ricerca, ha dichiarato a Bbc: “Dobbiamo informare in vari modi, in tutto il mondo, perché è cruciale che si smetta di dare antibiotici come fossero caramelle. Se non risolviamo il problema torneremo al Medioevo e molte persone moriranno“. Per capire la gravità del problema basti pensare che un semplice taglio potrebbe provocare infezioni mortali e sarebbe impensabile effettuare sia un’operazione di routine che trapianti di qualsiasi genere, perché ci troveremmo in un’era senza antibiotici.