Violenti temporali flagellano l’Europa centrale, una “Dark Stripe” all’origine di questi fenomeni così intensi?

MeteoWeb

Quella appena trascorsa è stata una settimana davvero difficile per molte aree d’Europa, flagellate da forti piogge, temporali intensi e grandinate che hanno cagionato decine di feriti e innumerevoli danni materiali, specialmente tra la Francia e l’ovest della Germania, dove si sono verificati fenomeni temporaleschi di forte intensità. Basti pensare che in tutta l’Europa centro-occidentale, tra Francia, Germania, nord Italia, Svizzera, Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca nei giorni scorsi sono caduti ben 400mila fulmini. Un numero veramente impressionante per Maggio. Addirittura nel sud-ovest della Germania, nel land del Baden-Wurttemberg, colpito da una serie di violenti rovesci di stampo temporalesco, si è verificata una disastrosa “flash flood” che ha cagionato morti e feriti. Difatti l’area è stata interessata da un forte nubifragio che nel giro di poche ore ha provocato il repentino straripamento dei due corsi d’acqua che attraversano la città di Braunsbach.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Le acque di questi corsi d’acqua, dopo aver sfondato gli argini in più punti, hanno invaso le strade della piccola città tedesca, spazzando via macchine parcheggiate, moto, cassonetti e persino diverse persone. In totale il numero dei morti accertati è di tre persone, mentre ancora imprecisato rimane l’entità dei danni materiali. Molte abitazioni sono state allagate fino ai primi piani, costringendo molte persone a cercare rifugio sui tetti. Oggi la città di Braunsbach appare come un centro disastrato, con strade e abitazioni ricoperte dal fango e dai detriti trascinati dall’esondazione dei due principali corsi d’acqua.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Questa intensa ondata di maltempo che ha duramente colpito le aree continentali dell’Europa centro-occidentale, in particolare la Francia e la Germania centro-meridionale, assieme a Repubblica Ceca, Austria e Slovacchia, con forti temporali e grandinate anche di forte intensità è stata originata dall’affondo, in direzione della Francia e della Germania occidentale, di una ampia saccatura nord atlantica, alimentata in quota dallo scivolamento di diversi impulsi di aria fredda polare marittima, ben evidenti nella media troposfera (lungo la superficie isobarica dei 500 hpa).

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

A ciò si è sommato l’effetto di “forcing” dinamico in quota derivato dal passaggio in quota, nell’alta troposfera, di un ramo ascendente del “getto polare”, che dalla Spagna risaliva in direzione della Francia meridionale e delle Alpi occidentali, presentando dei massimi di velocità al traverso del territorio francese che hanno inasprito le turbolenze, esaltando l’attività convettiva durante le ore centrali del giorno, quando l’intensa insolazione diurna di fine Maggio, scaldando con maggiore celerità i terreni, tende ad inasprire il “gradiente termico verticale” fra bassa e media troposfera.

alluvione germania (7)Il conseguente ingresso, in quota, di infiltrazioni di aria piuttosto fredda nella libera atmosfera ha contrastato con l’aria più calda e umida esistente negli strati più bassi. Lo scorrimento di correnti d’aria più fredda ha inasprito il “gradiente termico verticale” favorendo una sensibile destabilizzazione atmosferica, accresciuta nelle ore centrali del giorno dall’insolazione che ha fornito ulteriore calore latente da poter poi essere utilizzato come “carburante” per l’attività convettiva e la formazione di fortissimi moti ascensionali, capaci di costruire imponenti annuvolamenti cumuliformi, con uno spessore superiore ai 12-13 chilometri (cumulonembi piuttosto grossi).

250mb-europe00Proprio grazie al passaggio del ramo ascendente del “getto polare” e agli intensi nuclei di vorticità presenti in quota (“anomalie positive della tropopausa dinamica”) alcune di quelle “multicelle” che fra la giornata di sabato 28 e domenica 29 Maggio 2016 si erano sviluppate sopra la Francia centro-settentrionale e la Germania si sono poi evolute rapidamente in sistemi temporaleschi di chiara natura “mesociclonica”. Molte di queste “supercelle temporalesche”, dopo essere agganciate in quota dalle correnti portanti dominanti in quota, si sono spostate verso la Francia centro-orientale e la Germania centro-meridionale, apportando forti rovesci e grandinate accompagnate da una fortissima attività elettrica, praticamente a fondoscala, e da colpi di vento che hanno preceduto il muro di pioggia avanzante.

27rY07bdbF0Osservando alcune immagini al vapore acqueo è stato possibile riscontrare, specialmente nell’area compresa tra la Francia e la Germania centro-meridionale, delle estese linee scure che allungavano per centinaia di chilometri di distanza. Queste linee scure, visibili solo tramite l’ausilio dell’immagine del vapore acqueo, vengono denominate “Dark Stripe”. Recentemente sono state oggetto di studio visto la presenza di una determinata fenomenologia che le accompagna.

alluvione germania (3)Difatti, le “Dark Stripe” rappresentano ormai dei parametri chiave per l’insorgenza di rapide ciclogenesi (specie se passano sopra aree “barocline“ nei bassi strati), la fenomenologia e la nuvolosità associata al “Jet Crossing”, ma soprattutto per la crescita e l’esplosione, a volte anche improvvisa, dell’attività convettiva lungo il margine anteriore di queste strisce nere. Ormai è assodato nella parte anteriore di una “Dark Stripe” si possono originare dei fenomeni temporaleschi veramente violenti, con fortissimi “updrafts” che possono svilupparsi anche in condizioni termo-dinamiche non propriamente ottimali, con “gradienti termici verticali” non molto intensi.

alluvione germania (10)In questo caso lo scoppio dell’attività temporalesca si va a localizzare proprio in prossimità della linea di demarcazione fra l’aria molto fredda e secca stratosferica che scorre sopra l’aria più calda e molto umida troposfera. Il forte “gradiente igrometrico verticale” che si viene a creare, lungo la linea di demarcazione, se associato ad originarie condizioni di spiccata instabilità in sede troposferica, può essere più sufficiente per innescare la cosiddetta miccia temporalesca, che tenderà ad assumere caratteristica autorigeneranti.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Tale elementi enunciati possono agevolmente produrre insidiosi sistemi convettivi a mesoscala o pericolosi “Clusters temporaleschi” che possono scaricare grandi carichi precipitativi nel giro di poche ore, specie nelle aree ove la particolare conformazione orografica del territorio inasprisce il fenomeno dello “stau”.