Aids: gli italiani conoscono poco la malattia e le terapie per contrastarla

 Gli italiani conoscono poco l’Aids e non sanno come si trasmette il virus nè che esistono cure per contrastare l’infezione. È quanto comunicano i dati allarmanti di un’indagine svolta dalla società di ricerche demoscopiche SWG per conto di Nps Italia Onlus, che ha contattato un campione rappresentativo di mille persone stratificato secondo quattro parametri: età, genere, luogo di residenza e ampiezza del comune di residenza. “Abbiamo commissionato questa ricerca – dice Rosaria Iardino, Presidente onorario di Nps Italia Onlus – proprio perché alcuni recenti fatti di cronaca, letti sui giornali, ci hanno portato a pensare che forse il livello di conoscenza degli italiani sull’Aids non era così avanzato come ci aspettavamo“. “Ciò che preoccupa – spiega Iardino – è il livello di scarsa conoscenza che denunciano le fasce giovani di intervistati, che statisticamente rappresentano quelle più a rischio contagio. Tutto questo dimostra che a livello di prevenzione, e comunicazione, sul tema Aids/Hiv bisogna fare ancora molto”. Anche per questo motivo l’associazione ha presentato un esposto all’Ordine nazionale dei giornalisti “per denunciare un modo sbagliato di far cronaca sulla malattia”. I ragazzi più giovani sono convinti che essere HIV+ possa comportare l’essere rifiutati in una relazione sentimentale e sessuale (61%), e essere denigrati o insultati (40%). Al crescere dell’età queste percentuali tendono a calare sensibilmente. La fascia 25-34 è invece quella in cui è più alta la paura che vengano diffuse notizie sul proprio stato di salute (40%). Un ultimo dato preoccupante: la paura del contatto con una persona HIV + diminuisce al crescere dell’età in una progressione quasi lineare: si passa dal 55% a vent’anni al 36% oltre i 64.