“E’ importante che la comunità internazionale assuma il tema del surriscaldamento globale anche come nodo politico da affrontare oggi, per evitare di trovarsi domani anche dinanzi a scenari di destabilizzazione socio-economica difficili da affrontare. Mi riferisco ad esempio al fenomeno delle migrazioni che sta mettendo a dura prova la stessa Europa ed i suoi principi di solidarietà e accoglienza“. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, durante la cerimonia all’auditorium del suo ministero, in occasione della Giornata dell’Ambiente e del trentennale del dicastero, istituito l’8 luglio 1986. L’evento avviene alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. “La desertificazione – ha spiegato Galletti – la perdita di quegli ‘eco-servizi’ che rendono possibile la sopravvivenza di tante comunità rurali, gli eventi estremi che rischiano di cancellare dalla carta geografica interi arcipelaghi, insomma, i cambiamenti climatici, saranno la causa già nota del prossimo esodo che potrebbe spostare fino a 250 milioni di persone verso il nord del mondo“. “Un esodo – ha proseguito il ministro dell’Ambiente – che assumerà sempre maggiore spessore numerico mano a mano che i cambiamenti climatici dispiegheranno i loro effetti, ma è un esodo che è già iniziato“.
“I cosiddetti migranti economici di oggi sono l’avanguardia dei migranti climatici di domani. E una delle principali rotte di queste migrazioni sarà, come in parte è già, quella mediterranea, verso l’Europa, attraverso l’Italia. L’intesa di Parigi, prevede come elementi chiave della sfida ai cambiamenti climatici interventi e trasferimenti di tecnologie ambientali nei paesi che più soffrono degli effetti dei cambiamenti climatici, che sono in molti casi i paesi più poveri“. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, durante la cerimonia all’auditorium del suo ministero, in occasione della Giornata dell’Ambiente e del trentennale del dicastero, istituito l’8 luglio 1986. “L’impegno per investimenti di 100 miliardi di dollari l’anno – ha spiegato Galletti – punta non solo a ‘risarcire’ in qualche modo aree del pianeta che non hanno contribuito in alcun modo al surriscaldamento globale ma ne subiscono gli effetti più grave“.


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