Lo sforzo eccessivo di pesca unito al drammatico trend dei cambiamenti climatici ci stanno portando verso ecosistemi marini poveri di pesci ma sempre più ricchi di meduse e specie aliene. L’allarme arriva in occasione della Giornata dedicata agli oceani che si celebra oggi. Già da alcuni anni il Mediterraneo non è più lo stesso: svuotato dai pesci e dalle altre specie commestibili, si sta riempiendo di meduse, voraci predatori di uova e di larve di pesci. Le invasioni delle meduse è facilitata non solo dalla manomissione dell’uomo degli ecosistemi marini ma anche dal riscaldamento del pianeta prodotto dal cambiamento climatico.
Le temperature più alte delle acque facilitano la diffusione delle specie di meduse già presenti nel nostro MARE ma anche l’ingresso di specie di completamente nuove mai vista prima nel mediterraneo: si tratta di specie aliene i cui impatti sono ancora poco conosciuti. Stiamo quindi passando da un MARE ricco di pesci ad un MARE pieno di meduse, capaci di riempire gli ambienti marini svuotati dai pesci. Pesca insostenibile, aumento della temperatura dei mari, degrado degli ecosistemi marini: sono questi gli ingredienti sono gli ingredienti di una ricetta disastrosa che offrirà un mediterraneo povero di biodiversità ma ricco di meduse. Gli eventi parlano già chiaro: se prima assistevamo a picchi di presenza di meduse ogni 10-15 anni, nell’ultimo decennio abbiamo un’invasione all’anno. Difficile prevedere la durata del fenomeno, ma una cosa è certa: per il Wwf, solo pescando in modi più responsabile aumenteranno i pesci e diminuiranno le meduse e solo riducendo l’aumento della temperatura della terra, possiamo sperare di salvare il precario equilibrio ecologico degli ecosistemi marini.


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