Dal punto di vista pratico cosa cambia con la Brexit per gli italiani e i cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea che vivono nel Regno Unito o vi si recano per turismo o per lavoro? Oggi nulla, ma tra 2 anni o più, ecco cosa accadrà:
CITTADINI UE CHE LAVORANO NEL REGNO UNITO – Grande incertezza: nonostante le rassicurazioni dei pro-Brexit sulla preservazione dei diritti acquisiti, è probabile che non avranno diritto a sussidi di disoccupazione e all’assistenza sanitaria, che dovranno pagare con un’assicurazione. Il fronte del Remain aveva infatti avvertito che “tutti i cittadini UE perderanno il diritto automatico a venire nel Regno Unito per lavorarci” con possibili ripercussioni per quel che riguarda permessi, visti e altri costi di burocrazia. Per molti esperti non ci sarebbero garanzie neppure per i diritti acquisiti, in quanto non menzionati nell’articolo 50 del Trattato dell’Unione europea che regolamenta l’exit di uno Stato membro.
CITTADINI UE CHE VOGLIONO LAVORARE NEL REGNO UNITO – E’ possibile che (come in altri Paesi nel mondo) venga introdotto un sistema a punti, che assegna punteggi in base al reddito, alla conoscenza della lingua inglese e altro. Una volta ottenuto il visto di lavoro, dopo cinque anni si può richiedere il visto permanente.
CITTADINI UE VIAGGIATORI – Al momento ci si può ancora recar nel Regno Unito con una carta d’identità valida per l’espatrio, ma una volta formalizzata l’uscita, sarà necessario il passaporto.


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