I film con Bud Spencer e Terence Hill restano nel cuore di tantissimi italiani, come l’attore Carlo Pedersoli scomparso pochi giorni fa, e di cui oggi si tengono i funerali a Roma. Un aspetto non secondario dei film dei due attori italiani erano le bellissime sceneggiature, specie nei primi film e nei famosissimi “Lo chiamavano Trinità” e “Continuavano a chiamarlo Trinità“.
Proprio quei film vennero girati in luoghi naturali italiani, soprattutto nel centro-sud Italia. Le scene di montagna di “Lo chiamavano Trinità” sono girate in buona parte nella bellissimoa piana carsica di Camposecco, sui Monti Simbruini (Appennino laziale), mentre le famose scene a cavallo di “Continuavano a chiamarlo Trinità” vennero girate a Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso (che compare in alcune scene, con il suo bellissimo Corno Grande).
I film del genere spaghetti-Western, che ebbero enorme successo negli anni ’60-’70, usarono spesso l’Appennino come scenario. Non solo i film con Bud Spencer e Terence Hill ma anche pellicole meno famose, sfruttarono gli splendidi paesaggi selvaggi ed incontaminati offerti dall’Appennino centro-meridionale italiano, che davano l’idea di luoghi remoti e d’altri tempi. In realtà sono zone naturali bellissime a poche decine di chilometri dalle città, raggiungibili con escursioni in montagna.
Un interessante articolo sulla geologia nei western all’italiana, si può leggere qui.


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