Le onde gravitazionali ci fanno scoprire un universo “mai visto prima”

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E’ un universo mai visto, quello che stanno facendo conoscere le onde gravitazionali, che entusiasma perfino un ‘equilibrista’ che si muove al confine tra scienza e fantascienza come Kip Thorne, il fisico del California Institute of Technology (Caltech) che ha teorizzato la possibilita’ di viaggiare tra le stelle sfruttando i cunicoli dello spazio-tempo e che ha contribuito a realizzare il film Interstellar, di Christopher Nolan. “Sta emergendo qualcosa di completamente diverso da tutto quello che abbiamo visto finora”, ha detto Thorne a margine dell’evento “Explorers – Scoprire lo spazio”, al quale partecipa l’astronauta Paolo Nespoli, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESa). L’evento, che prevede anche la proiezione del film Interstellar. e’ organizzato a Roma da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Fondazione Cinema per Roma Cityfest, Apriti cielo e Maxxi.

onde-gravitazionaliL’esperienza del cinema e’ piaciuta a Thorne, tanto che la ripeterebbe: ”fare un film – ha detto – e’ come organizzare un grande progetto scientifico”. “La cosa importante che la scoperta delle onde gravitazionali ci mostra e’ come le collisioni fra i buchi neri riescano a deformare lo spazio-tempo come le onde di un oceano. Ruotando velocissimi l’uno intorno all’altro, i buchi neri ‘agitano’ lo spazio-tempo come un tornado fino a collidere tra loro. In questo modo ci offrono l’opportunita’ di verificare la teoria di Einstein. L’astronomia gravitazionale che comincia adesso e’ un’opportunita’ per vedere l’universo attraverso la gravita’, ossia in modo completamente differente rispetto a quanto si sia fatto finora utilizzando la luce, i raggi X o i raggi gamma. “Quando due buchi neri collidono – ha detto Thorne – non c’e’ luce, c’e’ solo la gravita'”.

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