“La situazione è ora sotto controllo, gli incendi sono in fase decrescente“: lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano incontrando i giornalisti dopo il vertice in Prefettura per fare il punto sugli incendi ieri in Sicilia. “Siamo qui per testimoniare tutta la nostra rabbia e il nostro sdegno, la nostra indignazione, contro coloro i quali dovessero essere ritenuti responsabili degli oltre trecento focolai e incendi divampati tutti nello stesso giorno e negli stessi momenti“. “Se venisse accertata la responsabilità di persone che buttano questo odio addosso alla Sicilia e ai siciliani – aggiunge Alfano – la reazione sarà durissima perché non sarà consentito a nessuno di rovinare la bellezza della nostra terra. Faremo di tutto per accertarlo, i nostri uomini delle forze dell’ordine hanno fatto le informative alle autorità giudiziarie di Termini Imerese e Palermo che hanno aperto un fascicolo. Si impegneranno al massimo per individuare i responsabili“.

“Ieri la disponibilità dei mezzi dello Stato è stata completa in via multipla, i nostri uomini sono stati presenti immediatamente sul campo. Purtroppo i nostri aerei non hanno potuto prendere il volo per qualche ora a causa del forte vento di scirocco“. “Faremo un check up completo per fare la conta dei danni degli incendi di ieri“. “Faremo una immediata riunione con il governo della regione e i comuni interessati per fare una valutazione dei danni e per dividerci i compiti di soccorso e intervento a sostegno delle comunità e delle persone che hanno perso i loro beni, oltre che un programma immediato di ripristino del verde andato distrutto“.
“I sindaci delle comunità interessate dal fuoco non saranno lasciati soli“. “Chiedo al Prefetto di Palermo di indire a fuochi spenti una immediata riunione con il Governo della regione e i comuni interessati per fare una valutazione dei danni e dividere i compiti di soccorso e di interventi ciascuno secondo le proprie competenze“, dice Alfano. “Noi come Governo siamo pronti a fare la nostra parte nel massimo rispetto dell’autonomia siciliana“, conclude.


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