Energia green, arrivano 9 miliardi per le fonti rinnovabili: strategia italiana con Terna, Eni ed Enel

Nove miliardi per le fonti energetiche rinnovabili non fotovoltaiche e una possibile collaborazione storica tra Eni ed Enel: è questa la “strategia verde” dell’Italia illustrata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, insieme ai ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dell’Ambiente Gian Luca Galletti, e agli amministratori delegati di Eni, Enel e Terna, società per le quali il governo non punta ne’ al cambiamento dei vertici e nemmeno a una discesa nel capitale. L’appuntamento, prima convocato nella cornice ‘verde’ di Villa Pamphili ma poi trasferito a Palazzo Chigi a causa della pioggia, e’ stato prima di tutto l’occasione per la firma del decreto rinnovabili, una norma che il settore aspettava da tempo.

LaPresse/Raffaele Rastelli
LaPresse/Raffaele Rastelli

I miliardi stanziati (una rimodulazione degli incentivi che già gravano sulle bollette) sono nove sull’arco di 20 anni: si tratta, ha spiegato Calenda, di circa 400 milioni all’anno distribuiti tra eolico, idrico, geotermico, biomasse, rifiuti, solare termodinamico e rifacimenti per il mantenimento in efficienza della potenza, soprattutto eolica e idrica. Il ministro ha tenuto a sottolineare la valenza industriale del provvedimento, in particolare per il termodinamico di cui, ha osservato, “abbiamo la tecnologia, ma non un posto dove sia stata implementata in Italia”. Tra l’altro, ha aggiunto Galletti, “sommando gli investimenti annunciati sulle rinnovabili per i prossimi dieci anni, superiamo i dieci miliardi”. Critica e’ pero’ Greenpeace, che parla di “piccolo passo in avanti”, ma si chiede “che fine ha fatto l’obiettivo del 50% di energia pulita entro fine legislatura?”. “Le migliori tecnologie e competenze sulle rinnovabili – ha rivendicato il premier – stanno nelle aziende italiane. Il pianto e la lamentazione tradizionale per cui non siamo in forma e in prima linea sulle rinnovabili deve finire. Perche’ numeri e innovazioni ci permettono di dire che siamo all’avanguardia”.

energie-rinnovabili-conceptLa presenza dei principali manager pubblici e’ stata voluta per raccontare in cosa consiste “il lavoro di squadra” che l’Italia “intende fare sulle rinnovabili partendo dalle aziende”. E cosi’ l’ad dell’Eni Claudio Descalzi ha raccontato il piano sul fotovoltaico annunciato in occasione dell’ultima assemblea, che consiste nello sfruttamento dei terreni relativi a impianti dismessi, bonificati ma non utilizzabili per altri scopi, che verranno messi a reddito con il fotovoltaico. L’investimento previsto e’ tra 700 milioni e 1 miliardo e si partira’ nel 2017. Compagna di viaggio di quest’avventura potrebbe essere l’Enel, che di rinnovabili in Italia ne sa piu’ di tutti: il colosso petrolifero sta infatti parlando con quello elettrico “e con chi altro e’ disponibile per fare una joint venture su questi terreni”, ha annunciato Descalzi. Positivo il riscontro da parte dell’ad dell’Enel Francesco Starace, che pero’ ha parlato piu’ che altro, almeno per il momento, di “collaborazione”. Terna, in ogni caso, come ha annunciato l’ad Matteo Del Fante si e’ gia’ messa al lavoro per monitorare i siti dell’Eni e collegarli alla rete di trasmissione nazionale. La squadra, insomma, e’ al lavoro e Renzi puo’ cosi’ dirsi “molto fiero delle persone che lavorano in questo governo e nelle aziende” partecipate. Perche’ “si sente dire spesso che c’e’ un inner circle alla guida del Paese. Io credo che ci sia un gruppo di professionisti di grande valore, scelti da questo governo, che rispondono in prima persona dei risultati che raggiungono”. E comunque si tratta di aziende nel cui capitale, ha assicurato, il pubblico “non intende scendere ulteriormente”.