Farmaci, rapporto Osmed: il 69,8% dei consumi è a brevetto scaduto, aumenta l’uso dei biosimilari

Nel 2015 il 69,8% dei consumi a carico del Ssn ha riguardato farmaci a brevetto scaduto, che rappresentano complessivamente il 21,4% della spesa pubblica (54,2% della spesa netta convenzionata, 2,1% della spesa dei farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche). E’ quanto emerge dal rapporto Osmed stilato dall’Aifa e presentato oggi a Roma. I dati 2015 confermano anche l’aumento dell’utilizzo di tutti i farmaci biosimilari, soprattutto delle epoetine (+49% rispetto al 2014) e della somatropina (+21,5%), che ha consentito di “ottenere dei risparmi nella spesa principalmente nell’ambito dei fattori della crescita, per i quali è stato registrato un decremento del -11,6% rispetto al 2014”, rileva l’Aifa. Nel dettaglio, per quanto riguarda i farmaci a brevetto scaduto questi hanno rappresentato il 75,5% dei consumi in regime di assistenza convenzionata e il 27% dei consumi di farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. La spesa per questa voce si concentra maggiormente nella categoria dei farmaci cardiovascolari e dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dove il prodotto a brevetto scaduto incide rispettivamente per il 56% e il 46,2% sulla spesa pubblica della categoria. Ben 4 inibitori di pompa figurano tra i primi 20 principi attivi a brevetto scaduto a maggiore spesa convenzionata. Mentre leuprolide, octreotide e gli elettroliti sono i farmaci a brevetto scaduto a maggior spesa tra quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. Le Regioni con la più elevata incidenza del consumo di farmaci a brevetto scaduto sono state sono state l’Umbria (79,2%), l’Emilia Romagna (78,7%) e la Provincia Autonoma di Trento (77,7%), mentre il Veneto (71,5%), la Provincia Autonoma di Bolzano (71,7%) sono quelle nelle quali è stato registrato il consumo più basso. L’Emilia Romagna è la Regione con la maggiore incidenza della spesa per farmaci a brevetto scaduto sulla spesa farmaceutica convenzionata netta regionale (59,8%), seguita dall’Umbria (59,0%) e dalla Toscana (57,5%), mentre l’Abruzzo (51,0%), la Lombardia (51,6%) e la Sardegna (52,1%) sono quelle in cui è stato registrato il livello di spesa più basso. Calabria, Basilicata e Campania hanno mostrato le più alte percentuali di spesa 2015 per i farmaci che hanno goduto della copertura brevettuale (circa l’80%), mentre la Provincia Autonoma di Trento e la Lombardia hanno evidenziato la più alta incidenza di spesa per i farmaci equivalenti (rispettivamente 44,3% e 39,9%). Nel confronto internazionale, l’Italia si colloca al terzo posto, dopo Grecia e Irlanda, in termini di spesa per i farmaci che hanno goduto della copertura brevettuale. Invece Inghilterra, Germania e Francia sono i Paesi con le più alte incidenze di spesa per i farmaci equivalenti.