“Abbiamo una scommessa da vincere: sconfiggere l’immobilismo e la rassegnazione di chi pensa che l’Isola non abbia un futuro, mettere da parte ragionamenti da retroguardia per guardare allo sviluppo della nostra terra, che è viva, ha tante energie e può offrire ai turisti moltissime bellezze“. Il sindaco di PANTELLERIA, Salvatore Gabriele, è più combattivo che mai. Da quattro giorni un incendio sta devastando il territorio della sua isola. Un rogo doloso, secondo il primo cittadino, appiccato contemporaneamente su più fronti e alimentato da forte vento. Ancora oggi i canadair sono entrati in azione per avere ragione degli ultimi focolai attivi. Secondo le prime parziali stime dei danni sarebbero oltre 600 gli ettari andati in fumo. “Un disastro ambientale – dice all’AdnKronos il primo cittadino -, ma adesso non c’è tempo da perdere. Bisogna recuperare, studiare nuovi modelli gestionali” per quello che il fuoco ha risparmiato. Sono rimasti intatti tre percorsi di trekking su cinque, i percorsi enogastronomici, la zona balneare, spiegano dal suo staff. E’ su questo che bisogna concentrarsi per capire come ripartire, in tempi stretti perché la stagione turistica è ormai alle porte. Una strada in salita, ma il primo cittadino non ha dubbi. “C’è la possiamo fare con l’aiuto di tutti” assicura, spiegando che la ‘sua’ isola ha reagito contro “i criminali che hanno causato questo scempio. Tra i miei concittadini non c’è nessuna spaccatura. Ho registrato la ferma presa di posizione di tanti giovani imprenditori“. Accanto sente le istituzioni. “Ho sentito il ministro Martina – dice -, nei prossimi giorni sull’isola verranno il prefetto e gli assessori regionali. Oggi siamo più forti che mai, anche se io, personalmente, non mi sono mai sentito debole o solo nel processo di rinascita di PANTELLERIA“. Per rilanciare l’Isola il primo cittadino ha ripreso in mano progetti fermi da 10 anni. Come appunto quello del Parco nazionale a cui manca solo la firma del ministero dell’Ambiente. Il decreto per la sua istituzione risale ad alcuni anni fa, ma appena dieci giorni fa è stato riattivato durante un’assemblea cittadina. “E’ un’ottima possibilità di sviluppo per l’Isola” dice Gabriele. E forse proprio l’istituzione del parco e i nuovi vincoli potrebbero aver ‘armato’ la mano dei piromani. “E’ una delle ipotesi – dice il sindaco -, ma dietro questo atto criminale ci sono anche ignoranza, retaggi culturali del passato, forse pure interessi sommersi che spero le indagini faranno emergere“. Interessi che, però, il sindaco esclude siano legati a Cosa nostra. “Escludo che ci sia la mano della criminalità organizzata – dice -, oggi mi sento di dire che PANTELLERIA è estranea alle gravissime vicende che hanno interessato nelle ultime settimane il Parco dei Nebrodi“. Per Gabriele il rogo che ha devastato l’isola resta, comunque, “un atto criminale, che non è stato fatto da un matto o un malato di mente“. La Procura di Marsala ha aperto un’inchiesta per far luce su cause e responsabili. “Noi intanto siamo pronti a ripartire, perché non c’è spazio per la rassegnazione” conclude Gabriele.
Incendio Pantelleria: “siamo pronti a ripartire dopo il disastro ambientale”


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