Milano, esplosione palazzina ai Navigli: il racconto dei testimoni, “un botto fortissimo, la gente urlava e chiedeva aiuto”

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Ho sentito un botto, sembrava un tuono però era un botto strano. Poi non ci fai più caso. Scendi e vedi il casino. Altro che tuono. Ho guardato fuori dal balcone e ho visto che il cielo si stava annuvolando. Poi hanno chiuso le strade, sono venuto qua e ho capito“. È il racconto di Salvatore Calò, 62 anni, che abita in via Spaventa, a pochi metri da via Brioschi 65 (Milano), dove c’è stata stamattina l’esplosione in una palazzina in cui sono morte tre persone. Sotto il civico 61, a causa del boato provocato dallo scoppio, ci sono sul marciapiede i cocci di vetro che sormontano il portone. Per il momento, la strada è transennata dal nastro bianco e rosso della polizia locale.

Ho sentito un botto fortissimo verso le 9. Meno male che avevo le finestre aperte. Sono caduti i vasi, sono saltati i coperchi degli interruttori, le chiavi sono finite dappertutto. Quando sono uscito c’erano tanta polvere e tanto fumo e ho visto che arrivavano dalla casa di fronte. Danni gravi non ne ho avuti, ma sulle scale quasi tutti i vetri si sono rotti,” racconta un residente di via Brioschi a Milano.

LaPresse/Piero Cruciatti
LaPresse/Piero Cruciatti

Ho sentito un botto, sono scesa e visto che c’era gente che urlava e chiedeva aiuto. Sono uscita e ho dato delle scarpe a chi era scalzo, perché c’erano dei vetri a terra. I soccorsi sono arrivati subito, in 5 minuti al massimo“: è la testimonianza di una studentessa di 21 anni che abita in via Brioschi 71 a due passi dal civico 65.

Abbiamo sentito un grandissimo botto, sembrava un terremoto. Ho chiamato io i vigili del fuoco. Qualcuno ha sentito odore di gas, io ho visto le fiamme. C’era un grande fumo e si è avvertita una forte onda d’urto: un serramento è arrivato fin qui. Ci sono vetri rotti nelle parti comuni. I danni maggiori sono stati accusati dai piani più bassi,” racconta Monica Bardi. “Stavo dormendo e mi sono svegliata di soprassalto. Mio marito ha pensato a una fuga di gas“, ha aggiunto.

Dormo con le finestre aperte e ho sentito un botto. Ho guardato l’orologio ed erano le 8.58. Mi sono affacciata alla finestra e ho detto a mia sorella: ‘Qua è scoppiata una bomba, c’è stato un attentato’“: queste le parole di Marisa, 51 anni, che abita in via Fontanili ed è arrivata in bicicletta in via Pezzotti alle spalle di via Brioschi.

LaPresse/Piero Cruciatti
LaPresse/Piero Cruciatti

Quando ho sentito l’esplosione mi è sembrato come un forte tuono, ho sentito i vetri tremare e ho visto una colonna di fumo alzarsi dalla palazzina“. Marco abita a pochi civici di distanza dal piccolo stabile in cui è avvenuta l’esplosione che ha provocato tre morti. “Sono andato correndo sotto il palazzo, c’erano vetri e macerie ovunque e c’era puzza di gas“, aggiunge ricordando il botto avvenuto pochi minuti prima delle 9. L’immagine è quella “di uno scempio“, di due appartamenti “sventrati“. In strada “c‘era gente in in vestaglia e pigiama“, poi “pochi minuti dopo sono arrivati i soccorsi. Sono ancora sotto shock“.