Si chiama sindrome della visione al computer, ovvero CVS, e i suoi sintomi possono essere diversi, neurologici e muscolo-scheletrici. Si manifestano in maniera differente da persona a persona, anche in base alle abitudini e al modo di stare davanti al computer, alla televisione o a come si utilizzano smartphone e tablet. Le prime avvisaglie, in genere, dopo poche ora davanti allo schermo, si concretizzano in bruciore agli occhi, affaticamento della vista, mal di testa e dolori al collo dovuti alla posizione della testa per fissare il monitor. In genere si tratta di una patologia transitoria e per alleviarla è sufficiente qualche ora di riposo.
Si tratta comunque di una sindrome ancora poco analizzata e i primi studi sui suoi effetti risalgono a oltre 65 anni fa. Nel 2015 è stata pubblicata una revisione degli articoli scientifici più importanti sull’argomento, ma nessuna di queste sa ancora ben spiegare le cause fisiologiche della sindrome. Ciò che è certo è che i sintomi che riguardano gli occhi sono i più diffusi: visione sdoppiata od offuscata, bruciore, prurito, rossore del bulbo oculare e secchezza, ma anche calo della concentrazione e sensazioni di ansia e disagio.
Dato che i sintomi sono comunque temporanei ci sono alcuni accorgimenti che si possono prendere per ridurre fastidi e disagi: utilizzare uno schermo ad alta definizione può rendere meno faticosa lo sforzo della vista; il monitor dovrebbe essere a una distanza di 50-70 centimetri dagli occhi, con il suo bordo superiore alla stessa altezza degli occhi, in modo da tenere la testa lievemente inclinata verso il basso; la luminosità dello schermo deve essere di poco superiore a quella dell’ambiente circostante, e quest’ultimo dovrebbe essere non troppo luminoso e senza riflessi che possono confondere la vista, facendo sforzare maggiormente gli occhi; chi porta occhiali da vista può prendere in considerazione le lenti fatte studiate proprio per la visione al computer.
Questo per quanto riguarda il computer. In merito all’utilizzo, invece, di schermi mobili come smartphone e tablet, gli studi sono ancora scarsi. I display sono più definiti rispetto a quelli dei PC, ma sono anche più piccoli e utilizzati in contesti dove non si possono controllare le condizioni di luce. Per vedere meglio, parecchie persone tendono a inclinare la testa per avvicinarsi di più allo schermo, assumendo una posizione che causa un inarcamento anomalo della schiena, che a sua volta può causare la gobba. In questo caso è consigliabile tenere spalle e testa all’indietro mentre si usa lo smartphone, avvicinando lo schermo al volto e non il contrario.


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