Il progetto Plastic Busters: ridurre la presenza di plastica nel Mar Mediterraneo

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La dispersione dei sacchetti di plastica nei mari e negli oceani è diventata negli ultimi anni un problema di tale proporzioni da richiedere urgenti misure. L’Unione Europea ed altri stati in tutto il pianeta stanno adottando misure per ridurne o sconsigliarne la commercializzazione (ad esempio attraverso l’inserimento di una tassa), ma queste misure non bastano e l’inquinamento cresce. Le buste di plastica disperse nell’ambiente creano un inquinamento prolungato nel tempo, che minaccia gli ecosistemi marini e la stessa salute umana.

Nell’ambito delle iniziative per ridurre la presenza di sacchetti di plastica nel Mediterraneo, è nato alcuni anni fa il progetto Plastic Busters, sostenuto da numerosi partner tra i quali ISPRA. L’Università di Siena coordina il progetto, che ha come obiettivo quello di fare una “fotografia” delle macro e microplastiche che inquinano il Mediterraneo, illustrare le conseguenze che esse generano sull’ambiente marino e sulla salute della sua fauna e porre in essere le azioni necessarie per pianificare, a livello internazionale, interventi di mitigazione e riduzione del fenomeno.