Scienza: solo il 30% dei ricercatori sono donne, l’Italia ha il primato come paese con i maggior pregiudizi

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A livello mondiale, come anche nella sola Italia, soltanto il 30% dei ricercatori sono donne. Per il 90% degli italiani la causa della parità di genere è giusta, però poi il 70% pensa che le donne non abbiano le capacità per raggiungere posizioni apicali nella scienza. Sono solo alcuni dei numeri che emergono dalla ricerca presentata oggi in occasione della 14° edizione del Premio L’Oreal – UnescoPer le donne e la scienza“, alla quale ha partecipato anche il ministro per l’Istruzione Stefania Giannini.

A fare il punto è stato l’ad L’Oreal Italia, Cristina Scocchia. “Abbiamo il triste primato di essere il paese europeo con i maggiori pregiudizi al riguardo” ha dichiarato Scocchia spiegando che i problemi iniziano già dalla scuola. “Il 33% delle donne che hanno fatto studi superiori scientifici afferma di non aver ricevuto supporto dai professori – continua – contro il 19% degli uomini. Noi non vogliamo accettare questi pregiudizi ma continuare a sostenere e ispirare le ricercatrici italiane“. Per questo motivo da anni L’Oreal insieme a Unesco organizza un premio, quest’anno assegnato a 5 giovani ricercatrici (con borse di studio da 20 mila euro) e presentato il Manifesto For Women In Science, con l’obiettivo di promuovere il ruolo delle donne nella scienza, che oggi e’ stato firmato anche dal ministro Stefania Giannini, da Giovanni Puglisi, Presidente emerito della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Gianluca Vago, Rettore dell’Universita’ degli Studi di dell’Universita’ degli Studi di Milano e Graziella Messina, Professore associato presso il dipartimento di Bioscienze dell’Universita’ degli Studi di Milano. Ha mandato un video di sostegno al Manifesto anche il professore Umberto Veronesi.

Le donne hanno fantasia immaginazione e la capacita’ di perseguire gli obiettivi con fedelta’ – ha detto l’oncologo – . Sono una importantissima componente del mondo scientifico. Condivido i sei punti del manifesto che ho gia’ firmato. E che dovra’ essere divulgato perche’ il mondo femminile lo merita“. L’auspicio è anche dell’ad Scocchia che dice: “Vogliamo che sia come una fiaccola di passare di mano in mano“. Il ministro dell’Istruzione parte dalla firma del manifesto per assicurare il suo “impegno politico istituzionale e anche individuale per il mestiere che faccio. Questa responsabilita’ politica penso debba tradursi subito in azioni e obiettivi precisi. La percezione che si ha e’ che ‘ci applaudono molto ma non ci votano’, si direbbe in politica“.

Ci sono ancora molti stereotipi e pregiudizi e la ricerca dell’Oreal lo mostra con chiarezza – continua il ministro Giannini – . I dati ci mostrano disparita’ crescente al crescere delle responsabilita’. Si devono fare azioni culturali e anche tecniche e amministrative. Sarebbe ipocrita negare che c’e’ ancora un problema” di genere nella ricerca. “La conoscenza ha il potere di cambiare il mondo e quella scientifica di renderlo piu’ umano – aggiunge Scocchia -. Oggi piu’ che mai la scienza puo’ offrire soluzioni e speranze. Ma ha bisogno del lavoro di tutti. I lavori presentati dalle vincitrici del premio, ne sono la prova, sono ricerche che ci aiutano a fare un passo in avanti per la nostra salute, il nostro ambiente, per il nostro futuro. Le donne possono cambiare il mondo ma hanno bisogno di mezzi“.

Il programma L’Oreal-Unesco ‘per le donne nella scienza’ rilancia il proprio impegno per il pieno accesso delle donne a tutti i gradi della carriera scientifica – interviene il professor Giovanni Puglisi, Presidente emerito della Commissione Nazionale per L’Unesco – attraverso una doppia azione: da una parte, il sostegno concreto alle giovani ricercatrici, tramite il conferimento annuale delle borse di studio a scienziate che si sono distinte per progetti innovativi nelle Scienze della vita e della materia; dall’altra parte, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale, tramite la diffusione di un “Manifesto For Women in Science“, che rende esplicite le principali azioni necessarie a promuovere la reale eguaglianza tra uomini e donne nella ricerca scientifica. Nella consapevolezza, assai cara all’Unesco, che i pregiudizi hanno origine nella mente degli uomini ed e’ li’, in primo luogo, che essi devono essere combattuti e sconfitti“.