Torre pilota, Genova: “al comandante del rimorchiatore, la marcia non si innescò”

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A cento metri dalla torre chiamai il pilota della Jolly Nero per dirgli che non aveva piu’ acqua. Lui mi disse che non gli partiva la macchina avanti e di tirare a tutta forza ma noi eravamo gia’ a tutta forza. Ci provammo in tutti i modi a raddrizzare la nave, ma non ci fu nulla da fare“. Questo è quanto raccontato da Fabio Casalini, comandante del rimorchiatore Spagna, nel processo sul crollo della torre piloti avvenuto a Genova il 7 maggio 2013 e che è stato la vita a nove persone. La manovra – ha continuato il comandante – era partita ‘strana’, non veniva bene. La Jolly aveva fatto una curva piu’ larga del solito, ma non ci preoccupammo perche’ se viene dato il comando macchina avanti, la nave si ‘raddrizza’“. Casalini ha proseguito nel ricordo di quegli istanti. “Ci abbiamo provato in tutti i modi, abbiamo cercato di salvare il possibile, pensavo agli amici e colleghi che lavoravano li’ dentro. Poi ho visto venire giu’ la torre e dopo si e’ strappato il cavo“. Oltre al comandante della barca Spagna sono stati sentiti anche altri membri dei Rimorchiatori riuniti e tutti hanno confermato che dalla Jolly non era stato dato alcun allarme.