Un grosso MCC (Mesoscale Convective Complex) flagella la Serbia e il nord della Romania, violenti temporali e persino un tornado

Nel pomeriggio di ieri una serie di sistemi temporaleschi a mesoscala, alimentati da potentissimi “updrafts”, si sono sviluppati fra il sud dell’Ungheria, la Serbia e il settore più occidentale della Romania, dove si sono verificati dei temporali particolarmente violenti che dato luogo a fenomeni di forte intensità. Addirittura nella cittadina di Pancevo, in Serbia, durante il passaggio dei temporali si è osservato pure un tornado che ha toccato terra nei dintorni del centro abitato, cagionando notevoli danni materiali. Prima del tramonto del sole nell’area balcanica era ben evidente la presenza di diverse “overshooting” al di sopra di questi “Clusters temporaleschi”. Si tratta di cupole dall’aspetto cumuliforme che si formano sopra l’incudine dei cumulonembi molto sviluppati.

analyza (3)In genere l’”overshooting” è derivato da “updrafts” molto veloci che non fanno in tempo a ghiacciarsi o ad appiattirsi lungo la sommità del Cumulonembo, favorendo così la nascita di una specie di cupola che si impenna al di sopra dell’incudine, raggiungendo altezze considerevoli al limite della troposfera.

Durante la serata queste enormi “multicelle” si sono unite fra di loro, fino a generare uno spettacolare MCC (Mesoscale Convective Complex), ossia un sistema temporalesco a larga scala, che nel corso della tarda serata si è spostato verso l’ovest della Romania, interessando l’area dei Carpazi e l’area poco a nord della città di Timisoara, dove si sono manifestate forti precipitazioni temporalesche, accompagnate da una attività elettrica a fondoscala, forti colpi di vento, con raffiche prossime ai 90-100 km/h, e locali grandinate.

L'imponente MCC osservato ieri fra l'ovest della Romania e il sud-ovest dell'Ucraina
L’imponente MCC osservato ieri fra l’ovest della Romania e il sud-ovest dell’Ucraina

Queste forti precipitazioni, caratterizzate da elevatissimi indici di rain/rate, hanno prodotto dei “flash floods” in varie aree della Romania settentrionale, dove interi villaggi e centri abitati sono stati temporaneamente allagati. L’ingentissima quantità d’acqua caduta, nel giro di poche ore, ha determinato la rapida ondata di piena di diversi fiumi e corsi d’acqua che straripando in più punti hanno allagato intere campagne, villaggi e piccole cittadine del nord della Romania. Fortunatamente, almeno per il momento, nonostante i danni materiali, non si segnalano né vittime e né feriti fra la popolazione, anche perché le aree interessate dai forti temporali non risultano densamente abitate.

Con il termine MCC (Mesoscale Convective Complex) si intende un grosso sistema temporalesco formato dall’unione di vari MCS ravvicinati tra loro e molto vigorosi, oppure può essere visto come un grande MCS di notevoli dimensioni, con una struttura interna molto possente. Dalle immagini satellitari gli MCC appaiono sotto forma di grossi sistemi nuvolosi di forma tondeggiante, ovale o anche ellittica e ricoprono aree geografiche piuttosto vaste, anche per centinaia di chilometri.

Si notano le temperature freddissime lungo la parte sommitale del grosso MCC in azione sull'ovest della Romania
Si notano le temperature freddissime lungo la parte sommitale del grosso MCC in azione sull’ovest della Romania

In questo caso, il sistema convettivo, dalla forma tondeggiante, nel corso della serata di ieri, aveva raggiunto delle dimensioni spaziali davvero enormi, tanto da inglobare gran parte del territorio della Serbia, della Romania, dell’Ungheria meridionale e parte dell’Ucraina sud-occidentale, con una attività convettiva veramente esplosiva concentrata principalmente fra l’est dell’Ungheria, il nord della Romania e il sud-ovest dell’Ucraina. I dati trasmessi dai metar provenienti dalle principali stazioni meteorologiche rumene indicavano la presenza di attività temporalesca diffusa, ma con fenomeni intensi concentrati solo su determinate aree del territorio, in particolare nel nord del paese e nelle zone al confine con la Serbia e l’Ucraina, dove erano in atto forti precipitazioni, accompagnate da elevati indici di rain/rate e attività elettrica giunta a fondoscala.

L’analisi della “nefodina”, un algoritmo utilizzato per valutare la presenza di temporali e la loro intensità utilizzando dati dei satelliti geostazionari che ci indicano l’altezza delle nubi temporalesche in base alle temperature presenti lungo la sommità delle stesse, avrebbe difatti confermato l’esistenza del Mesoscale Convective Complex, date le bassissime temperature misurate sul top delle imponenti nubi temporalesche presenti sul nord della Romania. Queste temperature avrebbero raggiunto valori di ben -66°C -67°C lungo la parte sommitale dell’intenso e vasto sistema temporalesco.

Un esempio di MCC (Mesoscale Convective Complex) osservato sopra le grandi pianure degli USA centro-meridionali
Un esempio di MCC (Mesoscale Convective Complex) osservato sopra le grandi pianure degli USA centro-meridionali

Inoltre all’interno dell’enorme nuvola temporalesca, quando la stessa si trovava sul nord-ovest della Romania, era evidente anche una circolazione depressionaria nei medi e bassi strati. Segno inequivocabile che le gigantesche nubi cumuliformi, alimentate da violentissimi moti convettivi, avrebbero sfondato il limite della tropopausa, bucando fino in stratosfera. Generalmente se la parte sommitale delle nubi temporalesche (in presenza di sistemi convettivi su larga scala) raggiunge una temperatura, di almeno -52°C -54°C, allora possiamo iniziare a parlare di Mesoscale Convective Complex. La caratteristica dei MCC è che una volta sviluppati possono durare per molte ore e scaricare impressionanti quantità di pioggia, con elevato rischio di eventi alluvionali, essendo sistemi ad elevato potenziale energetico e che vengono castamente alimentati da aria molto calda e umida nei bassi strati e da forti divergenze delle correnti alle quote superiori della troposfera.

Un probabile "MCC" (Mesoscale Convective Complex) in fase di evoluzione sulla Romania, in lento sconfinamento fra Moldavia e sud della Polonia
Un probabile “MCC” (Mesoscale Convective Complex) in fase di evoluzione sulla Romania, in lento sconfinamento fra Moldavia e sud della Polonia

Recentemente si è scoperto che il crollo barico originato dal passaggio di un MCC può favorire la formazione di una latente circolazione ciclonica, nella media atmosfera, che provoca un prolungamento dell’ondata di maltempo, con abbondanti precipitazioni che vanno ad invalidare le previsioni fatte dai principali modelli matematici. Il MCC che la scorsa serata si è formato fra la Serbia e la Romania, si è generato lungo il lato ascendente dell’ampia saccatura che dal mar del Nord si estende fino al bacino centrale del Mediterraneo e alla costa tunisina, in seno ad un flusso di calde e umide correnti da S-SO che dal Mediterraneo centrale si dipanano fino alla Russia europea, presentando dei massimi di velocità in quota.

Un esempio di formazione di un "MCC" sulle pianure americane
Un esempio di formazione di un “MCC” sulle pianure americane

Nella maggior parte dei casi i temibili, quanto rari, MCC (Mesoscale Convective Complex) nascono in seguito al passaggio di intensi “CUT-OFF” che provocano dei severi e improvvisi raffreddamenti alle alte quote troposferiche. Ma MCC particolarmente potenti possono nascere anche dentro il settore caldo di una profonda circolazione depressionaria, specie nelle situazioni particolari in cui l’aria molto fredda in quota giunge molto davanti all’ingresso frontale nei bassi strati, scorrendo sopra il flusso caldo e umido del settore caldo. Ciò determina sempre fortissimi “gradienti termici verticali” con il conseguente sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali) di estrema violenza.

Non per caso nei MCC il “top” delle nubi (ossia la parte sommitale dei cumulonembi che compongono la cintura temporalesca) deve registrare delle temperature inferiori ai -52°C. Nel caso di ieri le masse d’aria piuttosto fredde in quota, facenti capo alla saccatura che domina sull’Europa centrale e sul bacino centrale del Mediterraneo, spingendosi al di sopra del settore pre-frontale, sopra l’aria più calda e umida richiamata dalla stessa saccatura nei bassi strati, hanno innescato un fortissimo “gradiente termico verticale”, resosi esplosivo, che una vasta fascia di convenzione molto profonda, proprio al traverso della Serbia, sud dell’Ungheria e ovest della Romania, dove si è raggiunto l’apice dei contrasti termici, fra media e bassa troposfera.

Questo mix, sommandosi alla presenza di un “CAPE” (energia potenziale disponibile alla convezione) molto elevato, data la presenza nei bassi strati di aria calda e sufficientemente umida sopra il territorio serbo-rumeno, ha poi creato l’ambiente ideale per lo scoppio di moti convettivi violenti, che hanno sospinto le masse d’aria caldo e umide dallo strato prossimo al suolo fino ai 12-13 km di altezza.

L’imponente sistema convettivo a larga scala è poi collassato solo nel corso della prima mattinata odierna, sull’ovest dell’Ucraina, fra l’Obast’ di Leopoli e l’Oblast’ di Rivne, con il graduale indebolimento della convenzione, mentre il progressivo diradamento dei cumulonembi temporaleschi ha originato un immenso corpo nuvoloso, composto prevalentemente da nubi medio-alte, che i venti troposferici, da S-SO, hanno spinto in direzione della Bielorussia meridionale.