Il 2015 si conferma l’anno più caldo della storia climatica italiana, ecco il rapporto dell’Ispra

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Forse non c’era neanche bisogno di ricordarlo, ma il 2015 si chiude come l’anno più caldo di sempre per la storia climatologica italiana. Anzi, a giudicare dai dati finale viene ulteriormente rincarata la dose. Dal 1880, anno di inizio delle rilevazioni meteorologiche, ad oggi, il 2015 sale sul podio come l’anno più caldo di sempre, vantando una temperatura media di poco superiore alla soglia dei +1,58°C rispetto alla media 1961-1980, superando, seppur di poco, l’ultimo record stabilito nel 2014. Questo dato è stato pubblicato stamani dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in un documento intitolato “Gli indicatori del clima in Italia nel 2015”. Così come nel resto del mondo anche l’Italia non fa di certo eccezione, risentendo degli effetti del “global warming”. Stavolta le anomalie termiche positive più rilevanti si sono registrate proprio sulle nostre regioni settentrionali, dove è stato registrato uno scarto davvero elevato, di ben +2,07°C. Sulle regioni centrali l’anno si è chiuso con una anomalia termica positiva attorno i +1,7°C, mentre sulle regioni meridionali e sulle due Isole Maggiori la suddetta anomalia è stata dell’+1,28°C, quasi un grado in meno rispetto con quanto registrato al nord.

siccitàA far pesare notevolmente l’anomalia la caldissima estate del 2015, che soprattutto sulle regioni settentrionali ha fatto registrare incredibili anomalie termiche positive di ben +4°C, localmente pure +5°C, rispetto alla media del periodo. Difatti nei tre mesi estivi sulle regioni settentrionali è stata misurata una anomalia termica positiva di oltre i +2,53°C. Le ondate di calore hanno fatto registrare invece un aumento di ben 28 giorni. Notevole pure l’aumento delle temperature medie dei mari italiani che solo nel 2015 hanno fatto segnare un aumento record di +1,28°C.

luglio 2015Ma oltre all’estate anche gli altri mesi hanno fatto registrare notevoli divari termici, ovviamente in positivo, su gran parte del territorio nazionale. Ad eccezion fatta per il mese di Settembre al nord e Febbraio al sud e sulle Isole, dove si sono registrate delle piccole anomalie termiche negative. Per quel che concerne l’umidità il 2015 si piazza poi al terzo posto per un clima mediamente secco. Secondo il report dell’Ispra le precipitazioni sono state del 13% inferiori alla media. Mancanza di apporto idrico reso più drammatico dall’andamento delle piogge, con periodi siccitosi più lunghi della media, come nel mese di Dicembre, dove abbiamo avuto una assenza di precipitazioni su tutto il territorio nazionale.

luglio 2015Particolarmente grave la siccità che ha interessato diverse aree della Sicilia orientale e sud-orientale, con l’esempio della stazione di Libertina, in provincia di Catania, che ha conosciuto ben 330 giorni “asciutti” (con precipitazione inferiore o uguale a 1 mm). Nell’intervallo 1951-2015 i valori medi delle precipitazioni cumulate annuali risultano in leggera diminuzione ma non risultano tendenze statisticamente significative.

pinarella luglio 2015 (4)Secondo i ricercatori dell’Ispra “Complessivamente, dall’analisi degli indici non emergono segnali netti di variazioni significative della frequenza e della intensità delle precipitazioni nel medio-lungo periodo. Si può tuttavia segnalare che l’indice SDII, che rappresenta l’intensità di pioggia giornaliera, al centro e al sud e sulle isole ha registrato nel 2015 il valore più elevato dell’intera serie“.