Animali, CIWF: suini allevati senza castrazione chirurgica e mutilazioni per la prima volta in Italia

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Suini che hanno il 25% di spazio a disposizione in più rispetto a quanto previsto dalla legge, e paglia o altri materiali analoghi per grufolare ed esprimere i propri comportamenti naturali. Scrofe che allattano i propri piccoli senza essere rinchiuse in una gabbia e piccoli che non subiscono castrazione chirurgica e taglio della coda senza anestesia durante i primi giorni di vita. Una vita migliore per decine di migliaia di suini ogni anno, un esempio che dimostra che un modo di allevare gli animali più rispettoso del benessere animale è possibile e sostenibile.

Nel 2014 CIWF Italia aveva lanciato la campagna Siamodegni, che chiedeva ai supermercati italiani di rendere disponibili per i consumatori almeno una linea di prodotti suinicoli (compresi insaccati e prosciutti) rispettosa della legge.

La petizione associata alla campagna aveva raccolto ben 87.000 firme, a dimostrazione di quanto i cittadini del nostro paese siano sensibili all’argomento.

La richiesta di CIWF derivava dalla terribile situazione in cui versa l’allevamento suinicolo in Italia, dove la stragrande maggioranza dei 10 milioni di maiali allevati ogni anno vivono in condizioni di estrema sofferenza e, per alcuni aspetti, nemmeno conformi ai requisiti di legge, rinchiusi in spazi angusti, senza luce naturale, senza paglia o altri materiali analoghi, essenziali per esprimere i comportamenti naturali della loro specie.

Per evitare che sfoghino la loro aggressività gli uni sugli altri, ai suini viene preventivamente tagliata la coda, a pochi giorni di vita, senza anestesia e viene praticata sistematicamente la castrazione chirurgica, anche questa senza anestesia.

CIWF Italia, nel 2013, ha realizzato una video inchiesta in allevamenti italiani, le cui immagini descrivono inequivocabilmente queste drammatiche condizioni. Un quadro ben lontano dalla millantata qualità del Made in Italy.

Oggi il lavoro di successo del Settore Alimentare di CIWF, dimostra che queste sofferenze non sono necessarie.

È possibile allevare i suini dando loro maggiore spazio, paglia e materiali simili, evitando allo stesso tempo che le scrofe siano rinchiuse in gabbia durante l’allattamento, e che i suinetti siano soggetti a dolorose mutilazioni come amputazione chirurgica della coda e castrazione. Un’alternativa alla castrazione chirurgica esiste, infatti, ed è un normale vaccino, usato già da tempo in molti paesi d’Europa e del mondo.

Il passaggio alle nuove condizioni è già iniziato e sarà completato, entro i prossimi 5 anni, per la totalità dei suini di Fumagalli.

Dichiara Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus: “Finalmente possiamo celebrare una vittoria fondamentale per i suini italiani, che segna il primo vero concreto passo verso la fine dell’allevamento intensivo di questi animali nel nostro paese.  Data le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere i suini negli allevamenti italiani, persino la possibilità di acquistare prodotti suinicoli derivanti da maiali allevati nel pieno rispetto della legge era negata ai consumatori. Ora, grazie al lavoro di CIWF, i consumatori italiani avranno la possibilità di scegliere prodotti non solo già conformi alla normativa, ma la cui azienda produttrice sta mettendo progressivamente in pratica condizioni di allevamento molto superiori a quanto previsto dalla legge, facendo del benessere animale una delle componenti chiave dei suoi prodotti. Il vento del cambiamento è arrivato anche in Italia.

Approfondimenti

Ogni anno in Italia sono allevati circa 10 milioni di maiali, la stragrande maggioranza dei quali in allevamenti intensivi, in cui il loro benessere non viene rispettato.

La norma europea che regolamenta l’allevamento di questi animali è la Direttiva 2008/120/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008 che indica i requisiti minimi per l’allevamento dei suini, recepita in Italia dal Decr. Legisl. 122/2011. Tuttavia, a oggi in Italia, alcune prescrizioni fondamentali di questa normativa non vengono rispettate.

Sono caratteristiche comuni degli allevamenti intensivi di suini:

Strutture: edifici bui, con una scarsissima illuminazione naturale e/o illuminati con luce artificiale. Pavimentazioni quasi sempre interamente fessurate, cosa che limita enormemente la possibilità di fornire ai suini materiali di arricchimento ambientale adeguati.

Densità di allevamento: La normativa vigente prescrive un solo metro quadrato di spazio disponibile per ogni suino di peso superiore ai 110 Kg. Ma i maiali italiani possono arrivare a pesare fino a 180 Kg e hanno comunque a disposizione un solo metro quadrato.

Gabbie: Le scrofe, che sono inseminate artificialmente, passano le prime quattro settimane di gestazione e l’ultima prima del parto in gabbia, e sempre richiuse in gabbia allattano i propri piccoli. Così non possono muoversi liberamente e accudirli come vorrebbero, né esprimere il comportamento naturale di costruzione del nido come farebbero prima del parto.

Mutilazioni: Contravvenendo alle disposizioni di legge, ai maiali vengono limati i denti e amputata sistematicamente la coda. Inoltre, viene anche praticata sistematicamente la castrazione chirurgica. Il tutto nei primi giorni di vita e senza anestesia.

Impossibilità di esprimere i propri comportamenti naturali: Contravvenendo alle disposizioni di legge, ai suini non vengono forniti paglia o materiali analoghi, fondamentali per esprimere il comportamento proprio della specie. Per questo i suini possono diventare aggressivi, sfogandosi con i propri vicini in recinti bui e sovraffollati.

Cosa prevede l’impegno assunto da Fumagalli 

Tutti i suini dei prodotti a marchio Fumagalli, entro 5 anni saranno allevati con le seguenti caratteristiche (che una buona parte della filiera ha messo già in pratica ora):

– i suini non verranno più castrati chirurgicamente senza anestesia. Attualmente alcuni suini vengono già castrati utilizzando un comune vaccino che eviterà il problema del cosiddetto “odore di verro” nelle carni. Entro 5 anni questa pratica sarà estesa a tutti i loro suini e, nel frattempo, quelli che sono ancora castrati chirurgicamente subiscono l’operazione con anestesia totale e analgesici per limitare la sofferenza nella fase post-operatoria.

– le scrofe non saranno più tenute in gabbia né durante la gestazione né durante l’allattamento.

– ai suini non verranno più praticate dolorose mutilazioni sistematiche e già ora nessuno dei suini subisce il taglio della coda né il taglio o la limatura dei denti.

– tutti gli animali avranno sempre a disposizione una lettiera su cui riposare e materiale manipolabile adeguato per esprimere i loro comportamenti naturali.

– tutti i suini avranno il 25% di spazio in più rispetto a quanto previsto dalla legge.