Tutto iniziò nel 2011, quando Apple accusa Samsung di aver copiato il design del suo primo iPhone. La casa coreana fu obbligata a pagare una somma di 930 milioni di dollari, poi ridotta a circa 548 milioni 4 anni dopo. Samsung non si diede per vinta, dicendo che la condanna e la somma furono eccessive, poiché i danni in caso di brevetti riguardanti dispositivi complessi come gli smartphone, dovrebbero essere basati solo sui profitti e i componenti brevettati e non sul totale delle vendite dei dispositivi presi sotto esame.
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Il prossimo appuntamento in aula sarà l’11 di ottobre, e la Corte Suprema degli Stati Uniti valuterà la domanda di riduzione della pena di Samsung, oltre a prendere in considerazione uno sconto di pena per i circa 120 milioni di dollari che Apple dovrebbe restituire a Samsung per la violazione del settimo emendamento. Ad ottobre quindi si terrà il nuovo capitolo di Apple contro Samsung, l’infinita battaglia legale.


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