Da Cagliari al college a New York: Viola incassa due diplomi a soli 16 anni

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Ha incassato un doppio riconoscimento, la maturità americana e il prestigioso diploma di International Baccalaureate, il passpartout globale per lo studente del XXI secolo, accettato in tutti i paesi del mondo. Viola Marcia, 17 anni da compiere a settembre, di Monastir in provincia di Cagliari, è stata scolasticamente sarda fino a due anni fa quando, terminato il Ginnasio al quotato Liceo ”Siotto” di Cagliari, ha deciso di lanciarsi con determinazione nell’avventura transoceanica. A farle compagnia in quest’avventura americana altri quattro giovanissimi italiani: una ragazza di Bergamo e tre ragazzi di Ancona, Ischia, e della provincia di Treviso. Al campus EF di New York dove ha studiato, Viola è stata la più giovane allieva del corso, a cui eccezionalmente è stata ammessa prima del compimento dei 15 anni regolamentari in virtù dei risultati scolastici ottenuti in Italia e del suo eccellente inglese: a 13 anni aveva già ottenuto la certificazione Cambridge B2, a 14 anni la certificazione Delf B2 per il francese. Ha poi impressionato gli esaminatori il suo fitto curriculum sportivo: Viola è agonista di vela allo Yacht Club Cagliari, è cintura marrone di judo, pratica il nuoto e lo sci alpino. Ciliegina sulla torta il suo amore per la musica, è stata scelta lei come primo violino al gran concerto per la Graduation, la festa di diploma, tenutosi alla Spellman Hall di New York davanti a mille persone con musiche di Pachelbel ed Elgar. La giovanissima studentessa sarda ha concluso gli studi medio-superiori piazzandosi tra i 20 migliori allievi del College, perciò le è stata riconosciuta dal governo americano una borsa di studio quadriennale di 17mila dollari l’anno per continuare gli studi in Usa. Ad agosto, ancora 16enne, Viola, dopo la pausa estiva lascerà le amate spiagge cagliaritane per iniziare un’avventura ancora più eccitante, quella dell’università: entra infatti al Manhattan College di New York.

In questi due anni da ’emigrata’, Viola si è tenuta dentro la sua Sardegna. La nostalgia ha preso forma nel Extended essay, il ‘saggio lungo’ di maturità, che la studentessa ha dedicato all’analisi chimica del ‘Nepente’, il vino di Oliena: ”Mi è sembrato così di essere un po’ più vicina a casa”, spiega all’Adnkronos. ”Ho avuto l’orgoglio di far conoscere la favolosa storia del suo vino e di Oliena cantato da D’Annunzio e da Grazia Deledda. I professori e i miei compagni di studio si sono incantati per questo mitico vino che ha lo stesso carattere della Sardegna: forte, scontroso, ma profondamente sincero. Dentro ha lo spirito di un popolo”. Parla della scuola in Italia dove ”c’è un fosso che separa docenti e studenti: uno è alla cattedra e gli altri ai banchi. Negli States il rapporto è molto confidenziale, ti senti a tuo agio. Sono prof giovani, 30-35 anni, motivati e pieni di energia. Ma attenzione, non ci sono sconti”. Viola non è una classica ‘secchiona’, il ‘topo da biblioteca’ che abbandona il resto del mondo per buttarsi a capofitto sui libri: ”Uscire serve sempre, se non altro a capire qualcosa oltre te stesso e le tue abitudini. Ti aiuta a crescere, ti sveglia, ti insegna a controllarti e a vedere i tuoi limiti”. ”Mi ha colpito – prosegue -, quando sono tornata a casa, a Cagliari, accorgermi dello smarrimento negli occhi dei miei coetanei: il nostro sistema scolastico non lascia vedere futuro. Negli Usa invece ho visto una bella organizzazione, tutto è duro ma ben strutturato”. Stima l’America ma ”sono italiana e fiera di esserlo, ma non voglio appassire a 40 anni con la paghetta dei genitori. Per ora sono fuori, studio. Spero di poter tornare perché in Italia e in Sardegna ho tutto, tutte le cose più care”.