Il fenomeno ‘Pokemon GO‘ è stato una boccata d’aria fresca per la casa giapponese dei videogiochi Nintendo, che è adesso sulla buona strada per raddoppiare il suo valore di mercato dopo aver verificato che gli ‘smartphone’ sembrano essere la soluzione alla propria malconcia situazione economica. In una sola settimana – la app è stata lanciata lo scorso 6 luglio – ‘Pokemon GO’ è riuscito a diventare il più grande videogioco mobile della storia degli Stati Uniti, con circa 21 milioni di utenti attivi al giorno, che restano connessi più a lungo rispetto a chi entra su Facebook. Sulla scia del successo del videogioco anche oggi il titolo di Nintendo è decollato alla Borsa di Tokyo, chiudendo con un rialzo del 15,9% a 25.300 yen (216 euro).
Le azioni della società con sede a Kyoto, nel Giappone occidentale, sono balzate addirittura del 68,13% per la febbre dei Pokémon. Le cifre sono particolarmente sorprendenti perché il gioco, sviluppato da Niantic Inc e distribuito da Nintendo, è disponibile solo in Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Germania, tanto che tutto fa pensare che i dati complessivi diventeranno esorbitanti. ‘Pokemon GO’ sta rilanciando i piani di Nintendo, il cui primo tentativo di sbarco nei videogiochi per smartphone, con il prodotto ‘Mitomo‘ si era rivelato un buco nell’acqua. Nintendo, ancora sotto la guida di Satoru Iwata (morto nel luglio 2015), avera deciso di investire sull’intrattenimento mobile, dopo anni di riluttanza a diversificare la propria attività, per rimettere in piedi i conti travagliati della società. L’iconico videogioco ‘Mario‘, nel 2015, aveva registrato un tonfo dei risultati finanziari del 60,6% su anno. In questa situazione Nintendo ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo di una propria nuova piattaforma, la misteriosa ‘NX’, e di appoggiarsi alla telefonia mobile.


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