Ecco perché in aereo è importante mettersi la maschera prima di aiutare i bambini [VIDEO]

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Perché durante le istruzioni di sicurezza dei voli commerciali viene raccomandato di indossare la maschera d’ossigeno per primi nel caso in cui vi fosse una riduzione improvvisa della pressione, e poi, in un secondo momento, metterla anche ai bambini con cui si viaggia?

Destin Sandlin, tramite un singolare video, ha cercato di dare una risposta. Con la partecipazione di un team di esperti della NASA,  Sandlin ha simulato una situazione di abbassamento della pressione: dopo esser entrato in una stanza che simulava le condizioni di un aereo depressurizzato a 7000 metri di altitudine, il suo corpo, privo della maschera d’ossigeno, ha iniziato a percepire i primi sintomi della  “ipossia”, la carenza di ossigeno.

Sottoponendosi a un test che lo obbligava a  inserire degli oggetti di forme geometriche in buchi della stessa forma, Sandlin, all’inizio dell’esperimento, non ha riscontrato alcuna difficoltà in merito, ma col passare dei minuti il suo corpo non è stato capace di reagire e ha perso ogni capacità cognitiva. Sandlin non era più in grado di distinguere le diverse forme e stava per perdere coscienza , ma non appena indossata la maschera le  sue capacità cognitive si sono prontamente ristabilite.

L’insufficienza di ossigeno non viene percepita subito dal soggetto, nonostante si abbassino le sue capacità percettive: i primi sintomi frequenti dell’ipossia sono giramento di testa, nausea, tachicardia e aumento della pressione, oltre che problemi di annebbiamento della vista.

Proprio per questo motivo è di essenziale importanza che in caso di depressurizzazione sull’aereo, gli adulti indossino subito la maschera dell’ossigeno e pensare al bambino subito dopo, avendo in questo modo la mente ben lucida.