Incendi: i boschi come giungle, agricoltori in rivolta

Sono migliaia gli agricoltori scesi in piazza per difendere i boschi italiani che “a causa del degrado e dell’abbandono – dicono – sono diventati vere giungle ingovernabili in preda ai piromani con rischi per l’ambiente e la stabilità idrogeologica. L’Italia non è mai stata così ricca di boschi, ma a differenza del passato si tratta di aree senza alcun controllo e del tutto impenetrabili ai necessari interventi di manutenzione e difesa mettendo a rischio la vita delle popolazioni locali“. Una situazione insostenibile per boscaioli e agricoltori che per la prima volta si sono dati appuntamento a Trento in Trentino Alto Adige, scelto perché ha oltre la metà del territorio coperto dai boschi, per chiedere di trasformare i rischi in opportunità e valorizzare il potenziale ambientale, economico ed occupazionale del bosco in un Paese che importa l’80% del legno che utilizza. In piazza è presente l’intera filiera, dai taglialegna che si sfidano a colpi di segon ai piu’ raffinati artigiani del Made in Italy, ma anche i prodotti del bosco a tavola a rischio di estinzione e le nuove tecnologie per affrontare i boschi piu’ impervi. E’ già arrivato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con l’intera giunta nazionale, ma sono attesi il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il Vice Ministro del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari Andrea Olivero e il presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi. Su twitter è attivo l’hashtag #orgoglioboscaiolo.