Lo scorso settembre fisici statunitensi hanno individuato per la prima volta con certezza le onde gravitazionali teorizzate da Einstein un secolo fa. Ora due ricercatori di Amsterdam hanno fondato un’azienda studiando l’applicazione di queste onde gravitazionali all’esplorazione petrolifera. La loro azienda, Innoseis, ha sviluppato una sorta di sensore sismico di piccole dimensioni che il colosso petrolifero Royal Dutch Shell sta gia’ testando sul campo. Le strumentazioni attualmente impiegate da Shell e dagli altri colossi del settore per l’esplorazione petrolifera costano un centinaio di milioni di dollari, e sono composti di circa 100 mila sensori e 6 mila miglia di cavi. Il sistema sviluppato da Innosei consentirebbe a Shell, per lo stesso prezzo, di posizionare sul terreno un milione di sensori wireless dal peso assai inferiore, coprendo una superficie assai maggiore.
I sensori operano rilevando le variazioni causate nelle onde gravitazionali dalla composizione del terreno. Cio’ richiede strumentazioni in grado di operare con una sensibilita’ di 0.000000000000000001 metri, circa un decimillesimo della larghezza di un protone. E questo senza considerare gli elementi di disturbo presenti sul nostro pianeta. Il prototipo sviluppato da Innoseis combina strumentazioni analogiche sensibilissime in grado di captare le vibrazioni del terreno a un software che analizza i dati, e riduce enormemente il consumo di energia, il peso e il costo complessivo del sistema.


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