Il Parco dell’Aspromonte si candida per entrare nella rete dei Geoparchi UNESCO

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Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, in Calabria, si è candidato per entrare nella Rete Mondiale dei Geoparchi dell’Unesco.
Il Presidente del Parco, Giuseppe Bombino, ha avanzato la richiesta di candidatura del Parco Nazionale d’Aspromonte all’Unesco Global Geoparks. Nella relazione con cui presenta la candidatura Bombino ha esaltato la genesi e la geodiversità del massiccio montuoso, ha inoltre sottolineato come tale inserimento può rappresentare un’importante opportunità di sviluppo per il territorio attraverso l’incentivazione un turismo sostenibile.

Quello dell’Aspromonte è il sesto parco nazionale ad essere stato istituito in Italia, nel 1989, attualmente con la sua un’estensione di 64.153 ettari, è il secondo parco della Calabria dopo quello del Pollino.
È il massiccio montuoso collocato sulla punta del nostro stivale; fa parte del complesso denominato Alpi meridionali o Alpi calabresi. Il complesso geologico basale di questa formazione ha un’origine più antica rispetto all’Appennino.

Il complesso ha una forma conico-piramidale, con un rilievo centrale, il Montalto, di 1956 m, da cui si diramano creste tagliate da valli profonde scavate dalle fiumare, corsi d’acqua brevi a regime torrentizio, che scorrono impetuosi nel periodo invernale, formando ad alta quota suggestive cascate; nel periodo estivo e autunnale invece le fiumare sono completamente asciutte.

Il parco ospita una fauna varia in cui sono presenti anche specie rare e minacciate di estinzione come il lupo, il gatto selvatico e la lontra e fra gli uccelli l’aquila del Bonelli, quasi estinta nel resto d’Italia.
Anche la flora è molto varia comprendendo specie della macchia mediterranea a quote basse, oleandri e tamerici lungo le rive delle fiumare, più in quota lecci e roverelle. Oltre gli 800 m crescono i pini neri calabri e a quote ancora più alte faggi e abeti.
Una valorizzazione turistica del parco diventerebbe un utile mezzo per combattere la criminalità presente nel territorio che ancora oggi fa parlare di sé nelle cronache.