Rifiuti, a Carini 600 tonnellate in strada: il sindaco, “intervenga l’esercito”

E’ pronto a chiedere l’intervento dell’esercito, Giovì Monteleone, sindaco di Carini, grosso centro del Palermitano. Cataste di rifiuti invadono le strade della sua città e con le discariche a cielo aperto tornano anche i roghi. A decine. Anche questa notte i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in diverse zone della cittadina per impedire che le fiamme, appiccate da cittadini stanchi ed esasperati, potessero estendersi alla vegetazione. “Gli incendi si susseguono – racconta il primo cittadino all’AdnKronos – e il suono delle sirene dei pompieri è ormai una colonna sonora costante“. Nelle strade di Carini, abbandonate lungo i marciapiedi, ci sono circa 500-600 tonnellate di immondizia, tra cui anche eternit e materiali pericolosi.
A causare il disastro – spiega – è stata la chiusura per cinque giorni delle discariche. Adesso la raccolta è ripartita, ma smaltire l’arretrato non è facile“. Anche perché Palazzo d’Orleans ha posto un limite di conferimento nella discarica di Lentini: 80 tonnellate al giorno, ossia 8 compattatori. “Una quantità che ci permette di smaltire il quotidiano ma non il pregresso” dice Monteleone, che lancia la provocazione. “Sono pronto a chiedere l’intervento dell’esercito – annuncia -, anche perché serve uno sforzo comune da parte di tutte le forze dell’ordine per controllare il territorio ed evitare l’abbandono dei rifiuti. I 16 vigili di cui dispongo non possono da soli monitorare un territorio esteso per 76 chilometri quadrati e in cui in estate la popolazione arriva a sfiorare gli 80mila abitanti“. Ma al netto di comportamenti incivili da parte di alcuni cittadini restano i limiti della gestione del sistema di raccolta. “Nella discarica di Lentini – dice ancora il sindaco – gli autocompattatori restano in fila per ore, serpentoni anche di sei chilometri con oltre 400 mezzi fermi e costretti poi a tornare indietro con il loro carico di pattume“. A preoccupare Monteleone è soprattutto “il rischio sanitario“. “Con le alte temperature e i continui roghi la salute dei miei concittadini è a rischio – ammette -, senza contare il proliferare di topi”.
Le soluzioni per far fronte all’emergenza in cui la Sicilia è nuovamente piombata? “Io faccio il sindaco e non sono un tecnico – dice –, certo è che i commissariamenti non hanno portato a nulla e che il Piano rifiuti annunciato dalla Regione non è mai stato attuato e continua ad essere oggetto di perenni modifiche“. E l’ipotesi di costruire degli inceneritori? “Non ho posizioni ideologiche al riguardo e non sono contrario – spiega Monteleone -. Ci sono anche altrove e non hanno creato i disastri“. Ma su un punto il primo cittadino di Carini è fermo. “La gestione deve tornare ai Comuni, gli Ato (Ambiti territoriali ottimali, ndr) non hanno funzionato – denuncia -. Anzi. Sono stati dei carrozzoni clientelari mangiasoldi che hanno frenato la raccolta differenziata, che io ho potuto avviare nel mio territorio, dando una scossa e facendo quello che gli Ato non avevano fatto, solo grazie a un’ordinanza“.
Un buco nero, quello degli Ato, di cui il primo cittadino fornisce anche i numeri. “Nell’ultimo anno abbiamo versato all’Ato oltre due milioni di euro con acconti mensili di 200mila euro, che sarebbero dovuti servire per pagare 63 operai, di cui in media ne vediamo 53 al giorno. Una vergogna – conclude – anche perché spesso questo personale non viene pagato e incrocia le braccia, creando un danno enorme alla collettività“. (AdnKronos)