“Un terribile sfregio a un santuario della natura mondiale, regno di lupi e orsi; è come aver segnato con un pennarello nero la Primavera di Botticelli. Bisogna fermare tutti gli interventi che stanno andando avanti. Da decenni non si vedeva un attacco di simili proporzioni alla natura e al paesaggio del più famoso parco italiano“. Così Forum H2o, Stazione Ornitologica Abruzzese e Nuovo Senso Civico denunciano come “un nastro d’asfalto di chilometri deturpa un santuario della natura nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise“. La protesta degli ambientalisti riguarda i lavori di manutenzione e asfaltatura di un tratto di strada sterrata che attraversa i Prati d’Angro, fino alla Fonte dell’Aceretta, a Villavallelonga (L’Aquila), nel cuore dell’area protetta, in “uno dei luoghi simbolo dell’Orso bruno marsicano“, tra l’altro sito della rete Natura2000. Lavori che potrebbero mettere a rischio i progetti comunitari di tutela dell’orso. Dopo le migliaia di condivisioni sui social per l’unica immagine inizialmente diffusa, ora le associazioni divulgano fotografie e video dello “scempio“.
“Istantanee – dicono – che fanno letteralmente stringere il cuore: le pietre della Fontana dell’Aceretta coperte maldestramente dal catrame; i boschi attraversati da un serpentone nero; i prati che sono sovrastati dal colore del bitume. Un paesaggio pastorale e montano preziosissimo trasformato irrimediabilmente quasi fosse un sobborgo di una citta’, usando un derivato del petrolio che e’ l’esatto opposto di quello che ci dovrebbe essere in mezzo alla natura. Non abbiamo fermato Ombrina mare e il suo catrame per ritrovarcelo spalmato sui prati delle nostre montagne“. “Da tutta Italia – sottolineano gli ambientalisti – i cittadini indignati reclamano il blocco immediato dei lavori su tutta la strada, il ripristino della strada sterrata che e’ stata coperta dal bitume per chilometri, che chi ha autorizzato paghi per la scelta folle di asfaltare con mezzo milione di euro di fondi pubblici una strada sterrata che andava chiusa per legge“.
“L’ente Parco, nel gennaio 2015 – ricostruiscono Forum H2o, Stazione Ornitologica Abruzzese e Nuovo Senso Civico – ha rilasciato il proprio nulla osta autorizzando l’intero intervento di nuova asfaltatura su una sterrata lunga quasi 3 km e altri interventi sul resto della strada verso Villavallelonga. Solo dopo le reiterate proteste delle associazioni ha cercato un goffo ripensamento, chiedendo al Comune, il 29 giugno 2016, nella fase di valutazione di incidenza, realizzata incredibilmente e in maniera illegittima un anno e mezzo dopo il rilascio del nulla osta, di stralciare solo un breve tratto finale, consentendo quindi l’asfalto comunque su un tratto sterrato di quasi due chilometri. Il Comune e’ andato avanti infischiandosene anche di questa comunque insufficiente prescrizione“. Secondo le tre associazioni, il direttore del Parco d’Abruzzo “in questi mesi ha cercato in maniera confusionaria di difendere l’indifendibile e le immagini sono inequivocabili: prima ha parlato dell’esistenza di una ‘strada gia’ asfaltata’ in una lettera inviata al Ministero dell’Ambiente, quando ci sono centinaia di immagini che accertano che i chilometri finali erano sterrati; nelle autorizzazioni ha parlato di ‘ripristino’ quando ci sono gli stessi documenti dell’ente Parco a testimoniare la presenza di una strada sterrata, addirittura una Delibera del Consiglio direttivo dell’Ente dell’aprile 2009 e una lettera del presidente del Parco del 2015; oggi su un quotidiano parla di ‘diritti acquisiti’ per un’autorizzazione su un progetto di 24 anni fa, a cui pero’ il nulla osta da lui firmato non fa alcun riferimento“.
Dopo aver presentato già tre esposti gli ambientalisti ne annunciano uno alla Corte dei Conti e chiedono al presidente del Parco di “prendere in mano la questione e al Ministero dell’Ambiente di agire in sostituzione qualora il Parco continui in una gestione che sta portando ad un vero disastro con conseguente figuraccia che presto sara’ internazionale. L’Abruzzo e l’Italia della Natura non meritavano un simile obbrobrio e faremo di tutto pur di far ripristinare lo stato dei luoghi sull’intero tracciato oggi asfaltato ex novo. Un santuario della Natura – concludono – si cura, non si offende“.


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