Trapianti: reso cieco da sevizie, vede di nuovo dopo impianto di cornea

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Le sevizie subite lo avevano reso cieco a un occhio. Le percosse e le violenze che ha dovuto sopportare nel suo Paese di origine avevano causato danni irreversibili alla cornea e all’iride. Ora il giovane, di origine africana e in attesa di asilo politico, ha recuperato la vista grazie a un complesso intervento eseguito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, collegato alla Banca degli occhi diretta da Germano Genitti, centro di riferimento regionale per l’Abruzzo. Il delicato trapianto di cornea è avvenuto nei giorni scorsi nel Reparto di microchirurgia oculare del nosocomio aquilano, riferisce oggi la Regione Abruzzo raccontando una storia drammatica che in Italia sembra aver trovato un lieto fine. Dopo l’operazione, durata diverse ore, l’uomo ha riacquistato la capacità visiva all’occhio danneggiato e ora verrà seguito e monitorato dagli specialistici con accertamenti periodici. “Questo intervento, frutto di uno splendido lavoro di squadra – sottolinea Genitti, vice presidente nazionale della Società italiana banche degli occhi, che ha raccolto il testimone della scuola aquilana di cui fu pioniere Emilio Balestrazzi – è importante non solo per l’elevato coefficiente di complessità chirurgica, ma anche per l’alto valore sociale. L’operazione è stata infatti effettuata su un giovane paziente che, al pari di altre persone, è stato costretto ad abbandonare il proprio Paese per persecuzioni o violenze“. L’intervento ad alto grado di complessità – riferisce la nota regionale – rientra negli standard intrapresi all’Aquila con cui si mira ad alzare il più possibile asticella della qualità per inseguire un obiettivo ambizioso: diventare il primo reparto oculistico d’Abruzzo a ottenere il certificato Iso 9001:2015. Una meta alla portata dell’Unità operativa del San Salvatore, ‘agganciata’ al lavoro di laboratorio della Banca degli occhi in cui da anni la qualità è di casa, come testimonia il settore eye-banking che dal 2006 si fregia del riconoscimento conferito dal Centro nazionale trapianti. La Banca degli occhi aquilana fa da traino al settore clinico-chirurgico che, a distanza di appena 18 mesi dalla ripresa dell’attività dopo un lungo stop imposto dal terremoto del 2009, ha effettuato 2 mila operazioni ‘diluite’ in oltre 10 mila prestazioni complessive. La Banca, istituita nel 2002, è stata negli anni veicolo di diffusione in tutta la regione della cultura della donazione di cornee. Al punto che L’Aquila, soprattutto negli anni pre-sisma, era diventata la città con la più alta densità di donazioni e trapianti di cornea in Europa.