Tumore alla prostata: fattori di rischio, sintomi, diagnosi, cura

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Il tumore alla prostata è tra i tumori maligni più diffusi nel sesso maschile e la sua incidenza, nei Paesi occidentali, è in continuo aumento. Anche se le cause reali rimangono tuttora sconosciute, si possono, tuttavia, individuare alcuni potenziali fattori di rischio.

FATTORI DI RISCHIO: Tra di essi: storia familiare (l’avere un parente stretto (padre, zio o fratello) che ha o ha avuto questo tumore produce un maggior rischio di ammalarsi, pertanto è bene che si effettuino controlli a partire dai 40-45 anni); l’età (interessa uomini di età superiore ai 65 anni), l’obesità, l’innalzamento dei livelli di ormoni maschili, l’esposizione a inquinanti ambientali, il fumo, una dieta ricca di latticini e grassi animali (es, burro, carni rosse ecc.) e povera di frutta e verdura, l’infiammazione cronica o ricorrente della prostata, razza ( è essenzialmente una malattia dei Paesi occidentali. L’incidenza e la mortalità più elevata si osserva nei maschi afro-americani degli Stati Uniti; la più bassa in Giappone, Cina ed altri Paesi asiatici).

TUMORE PROSTATA LUGLIOSINTOMI: Tra i sintomi del tumore alla prostata: difficoltà a urinare, stimolo frequente a urinare specie di notte, difficoltà a mantenere un flusso costante di urina (flusso debole, intermittente sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica), sangue nelle urine o nello sperma, disfunzione erettile, eiaculazione dolorosa, stanchezza, perdita di appetito, sensazione generale di malessere, dolore generalizzato a schiena, fianchi o bacino. DIAGNOSI: Per la diagnosi di tumore alla prostata si procede al dosaggio del PSA che misura il livello ematico di un enzima prodotto dalla prostata. Livelli di PSA sotto 4 ng/ml (nanogrammi per millilitro) sono generalmente considerati normali, mentre livelli sopra i 4 ng/ml sono considerati anormali.

TUMORE PROSTATA COP OKOggi è possibile dosare un ulteriore marker per il carcinoma prostatico, la PCA3 (prostate cancer gene 3);attualmente ancora poco disponibile sul territorio.Se lo screening ha posto il dubbio e la valutazione clinica lo ha confermato, si procede alla biopsia della ghiandola, ossia l’asportazione di piccoli frammenti di tessuto per l’esame al microscopio. Si tratta di una procedura mini-invasiva, effettuata quasi sempre ambulatorialmente, in anestesia locale, e può essere eseguita per via transrettale o transperineale. I campioni di tessuto estratti vengono esaminati al microscopio per determinare la presenza di tumore, valutarne estensione (numero di frammenti coinvolti) e aggressività (Gleason score bioptico).

TUMORE PROSTATA 1CURA: Oggi sono disponibili molti tipi di trattamento per il tumore della prostata. Soprattutto per pazienti anziani o con altre malattie gravi, si può scegliere di “aspettare”, ossia non attuare nessun tipo di trattamento sino alla comparsa dei sintomi. Quando si parla di terapia “attiva”, la scelta ricade spesso sulla chirurgia radicale. La prostatectomia radicale, ossia la rimozione dell’intera ghiandola prostatica e dei linfonodi della regione vicina al tumore,  viene considerata un intervento curativo se la malattia risulta confinata nella prostata.

TUMORE PROSTATA 2 Questo tipo di intervento può essere effettuato in modo classico, per via laparoscopica, o attraverso la laparoscopia robot-assistita. Per i tumori in stadi avanzati, il trattamento chirurgico viene associato di solito a radioterapia o ormonoterapia. Anche la radioterapia a fasci esterni è efficace nei tumori di basso rischio, con risultati simili a quelli della prostatectomia radicale, così come la brachiterapia. Quando il tumore della prostata si trova in stadio metastatico, a differenza di quanto accade in altri tumori, si preferisce invece la terapia ormonale per ridurre il livello di testosterone, ormone maschile che stimola la crescita delle cellule del tumore prostatico.