Un Barbiere di Siviglia “green”, scenografie e costumi da riciclo

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Scenografie e costumi realizzati interamente con materiale di recupero. Nessuno spreco, tanta creatività e la volontà di dimostrare che con i rifiuti si può fare quasi tutto. Tessuti di recupero, tappi di bottiglia e scarti di lavorazione in plastica e metallo: così va in scena un “Barbiere di Siviglia” davvero originale grazie al progetto di Officina Scart, il laboratorio di riciclo creativo allestito presso la Waste Recycling del Gruppo HerAmbiente che si occupa di trattamento e smaltimento rifiuti industriali.
Progetto ecologico che dallo scorso settembre è entrato a pieno titolo anche nella formazione universitaria. Waste Recycling ha infatti stretto una convenzione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Comune di Santa Croce sull’Arno e periodicamente gli studenti seguono nell’Officina Scart lezioni, workshop e altre iniziative nel campo dell’utilizzazione artistica dei rifiuti industriali.
Responsabile e referente del progetto per l’Accademia è la professoressa Angela Nocentini che per questa edizione del Barbiere di Siviglia ha curato le scenografie e i costumi coordinando i giovani artisti dell’Accademia che negli impianti di Waste Recycling hanno rintracciato i rifiuti più adatti a realizzare le loro opere.
Il risultato? Grandi ventagli che hanno sostituito gli edifici della piazza di Siviglia, enormi strumenti da barberia che hanno caratterizzano il salotto del secondo Atto, i costumi di Figaro, del Conte d’Almaviva, di Bartolo e Rosina vestiti di scarti, ritagli, frammenti. Lo spettacolo, già andato in scena a Peccioli, sarà replicato il 31 luglio a San Gimignano. (AdnKronos)