Ambiente: allarme pesci contaminati dalle microsfere dei prodotti per la cura della pelle

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Le microsfere contenute in alcuni prodotti per la cura della pelle e delle persona in generale, come anche i dentifrici, che finiscono a miliardi in corsi d’acqua, danneggiano l’ambiente e la fauna, mettendo in pericolo la catena alimentare umana. I pesci che le ingeriscono assorbono e rilasciano sostanze chimiche tossiche. E’ il risultato della ricerca dell’Università australiana Rmit (Royal Melbourne Institute of Technology), che dimostra per la prima volta come i pesci possono assorbire il contenuto inquinante delle microsfere. Data l’importanza del pesce nella dieta, i ricercatori, guidati dallo scienziato ambientale Bradley Clarke della Scuola di scienze, ingegneria e salute dell’ateneo, affermano che i prodotti contenenti microsfere dovrebbero essere rimossi al piu’ presto dal mercato. “Sappiamo che se si mangia del pesce, si rischia di ingerire qualsiasi sostanza inquinante che esso contiene”, scrive Clarke sulla rivista Environmental Science and Technology. Nello studio controllato in laboratorio, gli studiosi hanno ‘caricato’ microsfere estratte da popolari prodotti di pulizia della pelle con concentrazioni “ambientalmente rilevanti” dell’inquinante etere polibrominato bifenile (Pbde) e le hanno rilasciate in vasche di pesci. Hanno misurato che era stato assorbito dei tessuti dei pesci fino al 12,5% del Pbde, una sostanza che ha effetti gravemente dannosi sulla salute, come ritardo mentale nei bambini e danni ovarici alle donne. “Il nostro prossimo passo e’ di determinare le implicazioni dei nostri risultati per la salute pubblica e misurare la quantita’ di inquinamento che entra dalle microsfere nella catena alimentare umana“, scrive ancora Clarke. Il governo australiano ha prescritto l’eliminazione graduale delle microsfere dai prodotti entro il 2018 e diverse grandi compagnie fra cui Unilever e L’Oreal si sono gia’ impegnate in tal senso.