Astronomia: scoperto un ammasso di galassie da record

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Scoperto il più distante ammasso di galassie: la rilevazione si deve a vari telescopi, tra cui il Chandra X-ray Observatory della NASA. Il cluster potrebbe essere stato immortalato proprio dopo la sua nascita, un breve ma importante stadio della sua evoluzione, mai osservato prima.

L’ammasso è stato soprannominato CL J1001+0220 (CL J1001 in breve) e si trova a 11.1 miliardi di anni dalla Terra. La scoperta di questo oggetto retrodata il tempo di formazione dei cluster – le più grandi strutture dell’Universo tenute assieme dalla gravità – a circa 700 milioni di anni.

L’ammasso di galassie non è importante solo per la sua distanza, sta anche attraversando una fase di crescita che non abbiamo mai visto,” ha dichiarato Tao Wang del French Alternative Energies and Atomic Energy Commission (CEA) che ha condotto lo studio. “Sembra che abbiamo immortalato questo ammasso di galassie in una fase critica, mentre passa da un insieme di galassie non legate a un ammasso di galassie giovane e pienamente formato,” ha dichiarato il coautore David Elbaz del CEA.

Pensiamo che stiamo per imparare un bel po’ sulla formazione dei cluster e sulle galassie che contengono, studiando questo oggetto,” ha spiegato il coautore Alexis Finoguenov della University of Helsinki. “Siamo alla ricerca di altri esempi.”

Il ‘cuore’ del cluster contiene undici galassie massicce, di cui ben nove stanno vivendo un ‘baby boom’ che ha portato alla formazione di nuovi astri ad un ritmo pari ad oltre 3mila Soli all’anno. Si tratta di un’attività molto intensa per un ammasso galattico, anche per quelli distanti e giovani, come CL J1001. L’ammasso si troverebbe, quindi, nella delicata fase di passaggio da proto-cluster a cluster propriamente detto, spiega l’Agenzia Spaziale Italiana. I risultati dello studio suggeriscono inoltre che, in strutture come CL J1001, le galassie di forma ellittica si possano costituire durante esplosioni più brevi e violente rispetto a quelle che si verificano in galassie analoghe situate al di fuori degli ammassi. Infine, paragonando il frutto della ricerca ai dati di precedenti simulazioni informatiche sulla nascita dei cluster, gli studiosi hanno anche riscontrato che CL J1001 mostra un alto quantitativo di massa nelle stelle rispetto alla sua massa totale. Questo elemento, inaspettato, potrebbe essere dovuto ad uno sviluppo stellare più veloce nei cluster particolarmente lontani, rispetto a quanto si era ipotizzato con le simulazioni, oppure alle peculiarità di CL J1001, una tipologia di ammasso così rara da non essere contemplata nelle attuali simulazioni cosmologiche.

Il risultato si basa sulle osservazioni di numerosi telescopi, spaziali e terrestri: Chandra, Hubble, Spitzer, XMM-Newton, Herschel Space Observatory, il Very Large Array, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) , IRAM NOEMA, ed il Very Large Telescope ESO.

La ricerca è stata pubblicata ieri su The Astrophysical Journal.