Auto: driverless e condivisa, una ricerca svela cosa ne pensano i consumatori

MeteoWeb

La diffusione nelle città di auto in condivisione, elettriche e senza conducente, i cosiddetti “robo-taxi“, potrebbe tagliare del 60% il numero dei veicoli circolanti sulle strade urbane, almeno dell’80% le emissioni e del 90% gli incidenti stradali, trasformando e migliorando la mobilità urbana, rendendola più accessibile e sicura, liberando lo spazio oggi occupato dai parcheggi. E’ quanto emerge dallo studio ”Self-Driving Vehicles, Robo-Taxis, and the Urban Mobility Revolution” condotto su oltre 5.500 consumatori di dieci Paesi e pubblicato da Boston Consulting Group e il World Economic Forum. Ma cosa ne pensano i consumatori? Lo studio ha indagato in particolare questo aspetto e ad emergere è il favore riscontrato in Cina, dove circa l’81% delle persone intervistate si è infatti dichiarato disposto a provare un veicolo autonomo, con un aumento dal 75% rispetto allo scorso anno.

La Cina sta infatti assumendo una posizione di primo piano nello sviluppo di automobili autonome in tutto il mondo, con Baidu nel ruolo di pioniere del mercato. L’azienda ha completato con successo una prova su strada a Pechino e ora punta a commercializzare la tecnologia driverless entro il 2018 raggiungendo la produzione di massa entro il 2020, grazie anche alla partnership con Wuhu City, parco automobilistico industriale con sede a Shanghai. Ma se in Cina aumenta l’interesse per quella che potrebbe essere la mobilità del futuro in città, la Germania non dimostra la stessa fiducia: il 41% dei consumatori intervistati si è detto disposto a provare un’auto autonoma, rispetto al 44% del 2015. Di poco più fiduciosi gli americani, con il 48% rispetto al 53% dell’anno scorso. In generale, circa il 58% dei cittadini da tutto il mondo si dimostra aperto verso la nuova tecnologia. Più propensi i giovani: il 63% degli intervistati con non più di 29 anni si è detto disposto a guidare un’auto di questo genere, rispetto al 46% degli over 50.