Per registrare e concedere il permesso di soggiorno permanente agli oltre 3 milioni di cittadini dei Paesi membri della Ue che attualmente vivono nel Regno Unito potrebbero volerci, con le attuali procedure, fino a 140 anni: a rilevarlo è un rapporto dell’Osservatorio migrazioni dell’Università di Oxford, che ha analizzato le criticità che potrebbero sorgere a seguito dell’uscita del Paese dall’Unione europea. In base allo studio effettuato, secondo l’Osservatorio se tutti i cittadini Ue che al momento risiedono nel Regno Unito facessero contemporaneamente domanda per il permesso di soggiorno permanente – attualmente non necessario in base alla libertà di movimento garantita all’interno della Ue – per espletare tutte le pratiche ci vorrebbe un equivalente di ore di lavoro pari a quasi un secolo e mezzo. “A seconda di quanto tempo richiederanno i negoziati per la Brexit, il governo potrebbe trovarsi nella necessità di registrare tutti i cittadini Ue che già risiedono qui piuttosto in fretta“, ha spiegato al Guardian il direttore dell’Osservatorio, Madeleine Sumption. “Dato l’alto numero di cittadini Ue che dovrebbero registrarsi e la potenziale complessità della procedura, ci sarà da fare un lavoro formidabile“, ha aggiunto. In base alle attuali regole – che secondo il rapporto potrebbero essere “molto diverse” in futuro – coloro che hanno risieduto continuativamente nel Regno Unito per cinque anni hanno diritto automatico al permesso di soggiorno permanente. Il rapporto spiega quindi che se la libertà di movimento cesserà di esistere una volta attuata la Brexit, i cittadini Ue che desiderano ottenere il permesso di soggiorno permanente avranno bisogno di tutta una serie di documenti attestanti il loro status di residenti nei cinque anni precedenti, per distinguersi dai nuovi arrivati. Un lavoro complesso che rischierebbe di ‘ingolfare’ per anni gli uffici pubblici.
Brexit: per registrare i cittadini UE nel Regno Unito ci vorrebbero 140 anni


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