Delicato intervento su neonato eseguito con successo all’ospedale Perugia

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Un delicato intervento chirurgico per un’ernia al diaframma – una patologia con un’incidenza di un caso ogni 5.000 nati – e’ stato eseguito su un neonato da un’equipe multidisciplinare dell’ospedale di Perugia. Il bambino, la cui famiglia – mamma originaria di Umbertide e papa’ siciliano – risiede a Trapani, e’ stato dimesso oggi dopo 40 giorni di ricovero nell’Unita’ di terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia, secondo quanto riferisce l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera. La gravidanza era stata regolare. Alla nascita, avvenuta nello stesso ospedale perugino, il bambino pesava 3 chili e 900 grammi. Subito dopo i primi controlli era emerso un problema respiratorio, causato dalla rara malformazione. A poche ore dalla nascita il bimbo ha cosi’ dovuto affrontare l’intervento. L’equipe composta da chirurghi pediatri, anestesisti e neonatologi ha deciso di eseguire l’operazione nello stesso reparto dove il bambino era ricoverato, “perche’ non era possibile il trasferimento in sala operatoria per la complessa e particolare strumentazione di supporto ventilatorio necessaria in questi casi, in dotazione solo nella Terapia intensiva neonatale”, ha spiegato all’ufficio stampa il dottor Marco Prestipino, che ha eseguito come primo operatore l’intervento chirurgico. “Per procedere alla riparazione della malformazione – ha aggiunto il dottor Prestipino – avevamo due soluzioni: utilizzare una protesi, che avrebbe dato maggiori probabilita’ di successo tecnico-chirurgico, ma non identiche garanzie di regolare sviluppo del bambino, oppure tentare la ricostruzione del diaframma utilizzando lo scarso tessuto muscolare disponibile. Abbiamo optato per la seconda con un rischio di insuccesso assai piu’ elevato, ma restituendo al bambino tutte le chance di una vita normale senza protesi”. Quattro ore di intervento e poi e’ stato necessario aspettare piu’ di due settimane per sciogliere la prognosi. “In quel periodo il monitoraggio e’ stato 24 ore su 24 ed essenziali sono state le terapie farmacologiche”, ha spiegato la dottoressa Francesca Di Genova, che si e’ alternata nell’assistenza del bambino