“Spero che gli amministratori ternani valorizzino e diano sempre maggiore potenza al polo scientifico e didattico di Terni, questa università per la città è un fiore all’occhiello, una struttura importante e valida a livello nazionale, in grado di offrire a molti giovani universitari italiani la possibilità di avere contatti diretti con centri di prestigio nazionali e internazionali“: queste le dichiarazioni rilasciate al Corriere dell’Umbria, da Elisa Landi, laureata in Ingegneria dei materiali a Temi e oggi impegnata al Cern di Ginevra dove lavora all’acceleratore LHC: “In pratica è un anello di 27 chilometri che sta sotto terra. Ci sono quattro punti di interazione dove i fasci collidono e ognuno è oggetto di un esperimento. Io mi occupo di integrazione e dei detector. Nella parte di raffreddamento di questi detector, sensori e strutture meccaniche possono permettere ai fisici di vedere le particelle. Nei prossimi anni ci saranno degli aggiornamenti, si toglieranno dei pezzi e se ne aggiungeranno dei nuovi. Spero di continuare a occuparmi di questo anche in futuro“.
“Dopo aver concluso il suo dottorato, dal 2006 non è più in Italia – scrive il quotidiano -. Ginevra, Canada, Stati Uniti, sempre con una grande passione: quella di costruire astronavi. Fino al 2011 Elisa è stata impegnata nel progetto AMS-02. Si tratta di un rivelatore utilizzato nella fisica delle particelle installato sulla stazione spaziale internazionale. E progettato per la ricerca di nuovi tipi di particelle tramite la misura ad alta precisione della composizione dei raggi cosmici, un progetto che l’ha portata in giro per il mondo. Elisa, infatti, è stata anche a Taiwan, a Houston e in Florida dove AMS-02 è stato lanciato verso la stazione spaziale. Dal 2011 al 2013 ha lavorato a Brema in Germania per OHB, un’azienda che costruisce satelliti. Poi è approdata di nuovo al Cern dove lavora al progetto Alice“.


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