Incidenti montagna: sul Rosa altri due alpinisti morti, da giugno già 30 vittime sulle Alpi

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Una guida alpina svizzera ha notato due corpi sul ghiacciaio e ha dato l’allarme. Si trattava di una coppia di alpinisti tedeschi precipitati qualche ora prima nel gruppo del Monte Rosa, un uomo di 31 anni e una donna di 57, entrambi della Baviera, caduti dai quattromila metri della cresta del Breithorn centrale, mentre affrontavano un delicato passaggio di roccia. Partiti ieri dalla cittadina svizzera di Zermatt, erano impegnati in una lunga traversata che li avrebbe condotti oggi al rifugio delle Guide della Val d’Ayas (Aosta). I loro corpi, ancora legati in cordata, sono stati recuperati dal Soccorso alpino valdostano 150 metri sotto la cresta, sul ghiaccio Verra. Uno dei due potrebbe aver commesso un errore, scivolando e trascinando con se’ l’altro.

Sull’incidente indaga ora il Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia. Quella del Monte Rosa e’ solo l’ultima tragedia di una lunga serie che sta funestando l’estate sulle Alpi con un bilancio di una trentina di morti. Fatali errori di tecnica alpinistica, casualita’ oppure sottovalutazione delle piu’ elementari regole della sicurezza ne sono stati i fattori scatenanti. Lo scorso fine settimana sul Cervino due scalatori inglesi di 67 anni sono morti assiderati a 4.000 metri di quota: senza un abbigliamento adeguato, erano rimasti bloccati da una violenta perturbazione ampiamente annunciata dalle previsioni meteo.

Sta diventando ormai abbastanza imperdonabile non considerare i bollettini meteo, che almeno nel breve periodo sono affidabili. Questa leggerezza non riguarda solo gli stranieri, oggi per esempio abbiamo recuperato degli italiani che si erano avventurati in quota con delle previsioni non buone“, spiega Adriano Favre, direttore del Soccorso alpino valdostano e tra i massimi esperti italiani della sicurezza in montagna. Fondamentale poi e’ “partire attrezzati, anche per l’imprevisto. Come un improvviso peggioramento delle condizioni meteo o un piccolo incidente, per esempio una distorsione, che pero’ puo’ far rimanere fermi. A volte puo’ bastare un telo termico, che pesa pochissimo ed e’ efficace“. E’ di grande importanza infine “affrontare itinerari che siano alla portata delle proprie capacita’, altrimenti e’ bene affidarsi a un professionista“. Ma “l’incidente di oggi e’ da imputare a un errore umano: uno dei due alpinisti puo’ aver perso un appiglio in cresta, che e’ abbastanza impegnativa“, commenta Favre