Avvocati, insegnanti, medici e assistenti sociali: sono loro la categoria di lavoratori meno a rischio di poter sviluppare, con l’avanzare dell’età, l’Alzheimer.
A rivelarlo un recente studio presentato all’Alzheimer’s Association International Conference in corso a Toronto: gli esperti precisano che proprio le relazioni interpersonali e l’attività mentale intensa, che è tipica di chi fa questo tipo di mestieri, tiene sempre in allerta il cervello migliorandolo quotidianamente, tenendo alla larga la devastante malattia neurodegenerativa.
Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2050 le persone colpite da Alzheimer saranno più di 107 milioni: un dato a dir poco allarmante che preoccupa molto la scienza, pur essendo stati finora sperimentati ben 200 tipi di farmaci diversi.
Ad essere maggiormente minati la classe dei lavoratori che impiegano meno l’intelletto, come gli addetti agli scaffali in magazzini e supermercati, cassieri, operai.


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