‘Cappotto’ storico al Palio di Siena corso ieri sera: la Contrada della Lupa ha vinto, con lo stesso cavallo e lo stesso fantino, i due Palii dello stesso anno. Un evento eccezionale: l’ultimo cappotto con lo stesso cavallo e lo stesso fantino lo realizzò nel 1933 Ganascia su Folco per la Tartuca, mentre nel 1997 alla Giraffa l’impresa riuscì con lo stesso fantino, Il Pesse, ma con due cavalli diversi. A conquistare per la Lupa il Drappellone realizzato da Jean-Claude Coenegracht e dedicato ai 70 anni del voto delle donne, il fantino 35enne Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio, sul cavallo Preziosa Penelope. I pronostici c’erano tutti anche se, nel Palio, niente è prevedibile e tutto può accadere.
Il ‘cappotto’ di ieri è stato la trentaseiesima vittoria per la Lupa. La corsa è finita con il nerbo alzato di Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio, alla sua quarta vittoria. L’ultima appunto lo scorso 2 luglio e con lo stesso cavallo: Preziosa Penelope che per due volte ha vinto la sua sfida sul tufo. Tra i canapi Nicchio, Civetta, Giraffa, Aquila, Pantera, Drago, Bruco, Leocorno, Lupa, e la Tartuca di rincorsa. Dopo due partenze annullate a partire in testa il Nicchio inseguito dalla Civetta e Giraffa. Alla prima curva di S. Martino dietro al Nicchio il Drago, la Giraffa e la Lupa, ma al primo Casato la Lupa ha rimontato posizionandosi terza, e sarà prima al terzo giro di S. Martino. Inutile ogni tentativo di rimonta del Drago. Una corsa combattuta con il fiato sospeso. Gli occhi dei senesi puntati sulla Contrada del cuore, mentre urla di incitamento si levavano dal quel catino infuocato a forma di conchiglia. Uno spazio civico unico, perché capace di far rivivere, nel presente, la memoria storica di Siena. E’ qui che passione, forza, coraggio, sacralità e fede, si ritrovano da secoli, ogni 2 luglio e 16 agosto. I contradaioli di Vallerozzi hanno conquistato quel premio tanto desiderato, il drappo di seta dipinto dall’artista belga Jean-Claude Coenegracht, dedicato al 70° anniversario del voto alle donne. Ma l’emozione in Piazza è continuata a salire anche subito dopo la corsa quando i contradaioli della Lupa sono arrivati con il drappellone vinto a luglio e, con i due drappi, hanno iniziato a festeggiare la vittoria riportata sul Campo. Il sole caldo di mezz’agosto ha abbandonato il tufo, adesso a scaldare è l’euforia della vincita, per chi ha perso, invece, è già inverno. Dovranno aspettare mesi per tornare a sperare. A sperare in quello che solo i senesi sognano: un cavallo vittorioso e un pezzo di stoffa che, per loro, vale più di qualsiasi bene materiale. Euforia pura ha invaso il Duomo. I lupaioli sono arrivati a centinaia, dentro il fruscio di seta e il rullo dei tamburi. Hanno cantato il Te Deum per ringraziare la Madonna Assunta in cielo, in onore della quale si corre questo Palio di agosto. Un tripudio di popolo in festa dove l’individualità si fonde con la collettività, perché nata e cresciuta sotto una stessa araldica. La Contrada, del resto, è segno identitario indelebile. Un senso di appartenenza e amore difficile, se non impossibile, da comprendere.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?