Space Economy: ecco il piano stralcio annunciato dal Mise

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Il finanziamento del piano stralcio ‘Space Economy‘ è stato annunciato lo scorso 11 agosto dal Ministero dello Sviluppo economico, all’indomani dello stanziamento di 1,4 miliardi di euro dal Fondo sviluppo e coesione per il Mise effettuato dal Cipe. L’obiettivo strategico del piano, ha reso noto il ministero, è l’attuazione, nell’ambito della strategia nazionale di specializzazione intelligente promossa dall’Unione europea, di una nuova politica per lo sviluppo dell’economia dello spazio in chiave di sviluppo dei territori e di ricadute industriali. La novità principale rappresentata dal piano, ha spiegato a LaPresse il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, è data dal meccanismo per cui vengono presi a riferimento gli assi strategici a livello nazionale e internazionale – segnalati dalla stessa Asi – per poi incrociarli con le capacità di investimento e realizzazione delle Regioni, che beneficiano dei finanziamenti a livello europeo per il settore. La ripartizione degli investimenti vede un 60% dato dai fondi Ue regionali e dal Mise e un 40% fornito dai privati. Le linee fondamentali di attività contenute nel piano stralcio, a partire da una richiesta di finanziamento pari a oltre 350 milioni a valere sul Fondo di sviluppo e coesione e mirato ad attivare un valore complessivo di investimenti pari a circa 1,1 miliardi, sono tre:

  • PROGRAMMA SATCOM – Prevede lo sviluppo nuovi sistemi di comunicazione satellitare basati su piattaforme geostazionarie con produzione elettrica, compatibili con Vega, il vettore europeo di generazione avanzata utilizzato Arianespace (società controllata dall’agenzia spaziale francese) e sviluppato in collaborazione dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea.
  • PROGRAMMA MIRROR GALILEO – Prevede la realizzazione infrastrutture applicative downstream per la gestione integrata del traffico. Avviato ufficialmente nel 2003 dall’Agenzia spaziale e dall’Unione europea, il programma prevede l’attivazione nel 2019 di un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile europeo alternativo al Gps, quest’ultimo controllato dal Dipartimendo della Difesa statunitense. A regime, Galileo consisterà di trenta satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull’equatore a circa 23 mila chilometri di quota e garantirà un’accuratezza inferiore ai 10 centimetri nel posizionamento.
  • PROGRAMMA MIRROR COPERNICUS – Prevede la realizzazione sistemi e infrastrutture downstream e upstream per l’ambiente e la gestione dei rischio. L’obiettivo è garantire all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. Tra le applicazioni dichiarate prioritarie ci sono la gestione dei disastri naturali, il monitoraggio degli oceani, della vegetazione e dell’atmosfera. Ma lo sviluppo del progetto prevede che Copernicus ricopra un ruolo chiave anche in altri ambiti: da quelli relativi ai cambiamenti climatici, alla protezione civile e lo sviluppo sostenibile. I primi due satelliti sono già in orbita, accompagnati dai loro sostituti, che entreranno in funzione per garantire la continuità del servizio. A regime, gli apparecchi in orbita (tra quelli attivi e quelli pronti a sostituirli) saranno una trentina.