Spiagge, Legambiente: il quadro nelle regioni inquinate e virtuose

Nell’indagine portata avanti dal laboratorio mobile di Goletta Verde di Legambiente, che ha visitato 265 punti monitorati, si distingue positivamente la Sardegna, con poche criticità riscontrate solo in corrispondenza di foci di corsi d’acqua o canali. Buona anche la performance della Puglia, in cui si è registrato un miglioramento rispetto allo scorso anno. Mentre in alto Adriatico la situazione migliore si registra in Veneto. Le situazioni più critiche si trovano, invece, in Calabria, interessata nelle ultime settimane anche da diverse proteste da parte delle comunità locali per “mare sporco”, da divieti di balneazione e da interventi delle forze dell’ordine per irregolarità nel servizio di depurazione, nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare.

LA SARDEGNA. Gode sicuramente di ottima salute il mare sardo, anche se non mancano alcune criticità alle foci di fiumi, corsi d’acqua e scarichi che riversano in mare un carico batterico ancora elevato. Sul totale di 29 punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde, 21 hanno riguardato le spiagge e sono risultati nella norma, mentre 8 punti hanno interessato le foci dei corsi d’acqua (di cui 6 presentavano valori di contaminazione tali da assegnare un giudizio di “inquinato” o “fortemente inquinato”, proprio in prossimità degli scarichi, punti critici che meritano di essere subito segnalati dalle autorità preposte).

LA PUGLIA. Quattro i punti analizzati in provincia di Bari, tutti con valori nella norma. Dei quattro prelievi effettuati in provincia di Foggia, due hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato”. Sette i campionamenti eseguiti nella provincia di Barletta-Andria-Trani, due dei quali risultati “fortemente inquinati”. Due punti su cinque giudicati “fortemente inquinati” nel brindisino. In provincia di Taranto sono stati eseguiti quattro campionamenti e tutti i prelievi sono risultati “entro i limiti”. Infine, cinque i prelievi effettuati nel leccese, tutti entro i limiti di legge.

IL VENETO. Unico vero problema della Regione è il prelievo effettuato alla foce del Po delle Tolle a Porto Tolle (in località Barricata), giudicato “fortemente inquinato”. Questo “a dimostrazione che va mantenuta alta l’attenzione sulla corretta depurazione dei comuni dell’entroterra e costieri per evitare che carichi inquinanti non adeguatamente trattati possano mettere a rischio la qualità del mare”, spiega Legambiente.

LA CALABRIA. Situazione particolarmente critica per le coste calabresi, che continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su ventiquattro punti monitorati da Goletta Verde ben diciotto presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Una situazione ben nota che in alcuni casi raggiunge record assoluti: alcuni dei punti monitorati da Legambiente risultano ormai inquinati da anni: da addirittura sette consecutivi la foce del torrente Caserta, nei pressi dello scarico del depuratore sul lido comunale a Reggio Calabria, dov’è alta la presenza di bagnanti, e lo scarico presso il lungomare Cenide a Villa San Giovanni; da sei anni, invece, la foce del canale sulla spiaggia di “Le Castella” a Isola Capo Rizzuto e la foce fiume Mesima a San Ferdinando. Legambiente chiede che l’emergenza depurativa diventi davvero una delle priorità nell’agenda politica della Giunta Regionale.