”All’interno della grotta c’e’ una bolla d’aria nella quale potrebbero essersi rifugiati i tre Sub, quindi potrebbero essere ancora vivi”. Lo ha detto all’ANSA il sindaco di Centola-Palinuro, Carmelo Stanziona, aprendo uno spiragli di speranza. La conferma di questa ipotesi giunge dal capo squadra esperto dei sommozzatori dei vigili del fuoco, Gerardo Biraglia il quale fa sapere che nella grotta vi sono Sub-speleologi dei vigili che stanno tentando di raggiungere la bolla d’aria. “Una bolla – aggiunge – difficilmente respirabile“. La base delle operazioni di soccorso è proprio nel luogo da cui i sub si erano immersi, in località Cala del Ribatto a Palinuro. Le ricerche da parte degli speleologi stanno andando avanti e sta arrivando sul posto anche una squadra partita da Bari. Le operazioni andranno avanti tutta la notte e noi siamo tutti qui a sperare ancora.
“Per quanto siano flebili le speranze, non possiamo escludere l’ipotesi che i tre Sub in risalita si siano trovati in una grotta con bolla d’aria. I vigili del fuoco stanno ispezionando altre grotte“. A dirlo all’AGI il comandante della Capitaneria di porto di Salerno, Gaetano Angora. Le ricerche dei tre Sub dispersi a Palinuro, si apprende dalla Capitaneria, proseguiranno fino a quando ci saranno le condizioni di visibilita’ per poi riprendere all’alba.
La testimonianza di un altro sub: “mi sono immerso ma non si vedeva nulla”
“L’acqua era torbida, mi sono immerso ma non sono riuscito a vedere niente“. Cosi’ Fabio Barbieri, 61 anni, genovese, dal 1983 a Palinuro, Sub esperto al punto da aver mappato per primo il cunicolo della ‘scaletta’ nel quale sarebbero rimasti intrappolati i tre Sub a Palinuro-Centola (Salerno). “Mi ha chiamato la Capitaneria di Porto di Palinuro e mi ha chiesto di immergermi. Quando ho raggiunto i 50 metri di profondita’ – racconta Barbieri che e’ anche titolare del centro diving Palinuro – e mi sono avvicinato al cunicolo l’acqua era torbida e la visibilita’ praticamente pari a zero, cosi’ sono stato costretto a risalire“. Il cunicolo, lungo 16 metri e alto appena un metro e venti non e’ per principianti. “Non e’ affatto semplice da attraversare – aggiunge – sia per la strettezza che per il fondo limaccioso. Ai tre Sub puo’ essere accaduto di tutto: un inconveniente tecnico, un malore o una fase di affanno“. “Conoscevo benissimo Mauro Cammardella e Mauro Tancredi, erano ottimi professionisti e molto esperti“, conclude. Gia’ nel 1996 Fabio Barbieri partecipo’ nelle grotte della stessa zona al recupero delle salme di tre Sub di nazionalita’ polacca rimasti intrappolati tra i cunicoli.


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