Terremoto, Cantone: “ricostruire senza mafia e ladri, modello Expo funziona. Mai più risate della cricca”

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“Vedo due pericoli, tutti italiani, anche in questo terremoto: la mafia che ne approfitta e s’infiltra nella ricostruzione e le grandi abbuffate dei soliti speculatori”. Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, intervistato da Repubblica e Qn, parla del “modello Expo”, forte della vigilanza collaborativa e dei controlli contro la criminalita’ organizzata, per vigilare sugli appalti. “Vedo due Paesi inconciliabili. Quello dei volontari che arrivano da tutta Italia e scavano fino allo sfinimento con una gara di solidarieta’ che coinvolge l’intero paese, e quello delle grandi abbuffate, di chi ne approfitta e specula, di chi, quella famosa notte del terremoto dell’Aquila, rideva pensando agli affari che avrebbe fatto”, osserva Cantone. Nella ricostruzione “l’Anac puo’ avere una funzione proficua se riesce a ricreare una situazione analoga a quella di Expo o del Giubileo. Ma perche’ cio’ avvenga – spiega il magistrato – gli organi decisionali che gestiscono gli appalti devono essere uno solo o al massimo pochi. Un’attribuzione polverizzata a vari soggetti impedirebbe o renderebbe difficile un controllo a 360 gradi. Per le risorse che abbiamo non possiamo seguire 50 stazioni appaltanti”. “La priorita’ e’ dare subito le case, perche’ adesso vanno bene le tende, ma ad Amatrice tra poco fara’ freddo, quindi l’urgenza e’ sistemare 2mila persone. La logica delle new town all’Aquila fu quella, anche se poi falli’ del tutto perche’ non furono ricostruite le vecchie case”, rileva Cantone, secondo cui in alternativa alle new town “bisogna comunque trovare formule per ricostruire rapidamente e questa e’ l’opzione preferibile”. In merito alla scuola di Amatrice, ristrutturata nel 2012 e ora crollata, “su quell’appalto bisogna accendere subito una luce. Sarebbe ingiusto dare giudizi su due piedi, ma se il terremoto fosse avvenuto in un altro momento dell’anno sarebbe finita come a San Giuliano di Puglia. Una strage di bambini. L’Autorita’ giudiziaria e noi dell’Anac ce ne occuperemo per individuare le responsabilita'”.

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