Terremoto, l’INGV: “non è chiaro se è generato da una faglia unica”

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Si estende per 25 chilometri, ha uno spessore compreso fra 10 e 12 chilometri ha cominciato a rompersi in corrispondenza della zona di Accumoli, da dove si e’ estesa sia verso Nord che verso Sud: sono i primi tratti dell’identikit della faglia responsabile del terremoto nel reatino del 24 agosto. “Non e’ chiaro se e’ un’unica faglia continua o se si sono attivati due segmenti”, ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).   Le risposte a questa domanda potranno arrivare nelle prossime settimane, cosi’ ai molti altri punti interrogativi ancora aperti. I satelliti potranno dare un grande contributo, come quelli della costellazione italiana Cosmo SkyMed, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che hanno inviato a Terra le prime immagini dei danni, e i Sentinel-1 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che hanno fornito immagini e dati che hanno permesso i primi calcoli della deformazione del suolo. Potranno dire molto anche i ricercatori che stanno lavorando nell’area della faglia con l’aiuto delle stazioni mobili, 15 delle quali sono state gia’ collegate. “Cercano di ottenere la mappa di eventuali prosecuzioni della faglia”, ha spiegato Amato. Si cercano anche dati e informazioni per capire se ci sono piu’ fratture associate alla faglia: “potrebbero essere fratture indotte”, ha osservato il sismologo Massimo Cocco, dell’Ingv. Si tratta, quindi, di “definire la geometria della faglia”: un compito non semplice, considerando che il terremoto e’ avvenuto in una zona complessa. Basti pensare, ha aggiunto, che le caratteristiche dell’area fra Accumoli e Norcia sono diverse da quelle dell’area tra Accumoli e Amatrice. “Aggiorniamo costantemente lo stato delle conoscenze – ha aggiunto Cocco – per essere pronti a seguire l’evoluzione della sismicita'”.