Gli scienziati che hanno preso parte alla Conferenza internazionale di oncologia toracica a Napoli sono stati i primi a lanciare il campanello d’allarme e a sottolineare la pericolosità che si nasconde tra le mura domestiche se si fuma in casa.
“Accendere una sigaretta in camera da letto significa aprire la porta di casa a un killer” hanno tuonato gli esperti.
Ma fumare in casa è un malsano gesto che accomuna più persone di quanto si pensi: più del 20% degli italiani sono avvezzi nel compiere questa insana abitudine, una percentuale che dice tanto e che arriva a toccare il 29% in Umbria e scende al 9% in Veneto.
Il cancro al polmone è al quarto posto tra le forme tumorali più diagnosticate ma “siamo ancora lontani dalla diagnosi precoce”, hanno sottolineato gli oncologi.
Come osservato da Filippo de Marinis, dell’Associazione italiana di oncologia toracica “Se domani la popolazione mondiale decidesse di smettere di fumare tra 20-30 anni il carcinoma polmonare risulterebbe abbattuto del 90% come mai nessuna terapia potrà ottenere”.
Le donne sono poi i soggetti maggiormente più a rischio:“Il tumore al polmone cresce tra le donne perché continuano a fumare ma l’aumento dell’incidenza della malattia in donne non fumatrici ci fa ipotizzare che ci sia anche una causa genetica e ormonale”.
Smettere di fumare sarebbe la prima azione utile da compiere, ma se l’impresa è così ardua almeno bisognerebbe evitare di fumare in casa per salvaguardare la salute di chi vive sotto lo stesso tetto, il fumo passivo crea gli stessi danni di quello attivo.


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