Venezia 73, nella goccia del Green Drop Award la terra di Assisi

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La terra di Assisi è in viaggio verso Venezia. Al vincitore del Green Drop Award, il premio collaterale istituito da Green Cross Italia dedicato al film tra quelli in concorso ufficiale alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che abbia meglio interpretato i temi della sostenibilità, sarà consegnato il trofeo contenente la terra proveniente dal Sacro Convento di Assisi.
Il trofeo del Green Drop Award, una goccia realizzata dal maestro vetraio di Murano Simone Cenedese, contiene ogni anno la terra di un luogo di particolare importanza: quella del 2012 era terra brasiliana in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile ‘Rio+20’, nel 2013 è stata la volta dell’Egitto, per il periodo di conflitto attraversato da questa Nazione e come auspicio per il futuro. Nel 2014 proveniva dall’Antartide per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del ‘global warming’ e infine nel 2015 dal Senegal, Paese emblema della siccità, al centro di campagne di sensibilizzazione e di progetti di cooperazione di Green Cross.
Per la quinta edizione del Green Drop Award abbiamo voluto raccogliere la terra da un luogo particolarmente significativo per il nostro Pianeta: Assisi, la terra natia di San Francesco, primo difensore della natura“, spiega Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia. “Il valore di questa terra – aggiunge Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award – è reso ancora più forte dall’Enciclica che nel corso dell’ultimo anno Papa Francesco ha voluto dedicare alla salvaguardia dell’ambiente e del Creato, Laudato si’, ispirata proprio al ‘Poverello d’Assisi’“.
A consegnare la terra di Assisi nelle mani di Elio Pacilio e Marco Gisotti è stato padre Enzo Fortunato, direttore sala stampa del Sacro Convento di Assisi. In cambio, alla Basilica è stato donato il compost certificato dal Consorzio Italiano Compositori (Cic), per sottolineare come la difesa della ‘Casa comune’ passi anche attraverso le buone pratiche legate all’economia circolare che, se messe in pratica da tutti, si traducono nella salvaguardia di una risorsa fondamentale per la vita: il suolo.
La terra è stata presa nella Selva di San Francesco, all’ombra della Campana della Pace, con i simboli di quattro fedi religiose: cristianesimo, ebraismo, islam e buddismo. “San Francesco decide di indossare un abito che abbia il colore della terra, ad indicare l’umiltà, la possibilità di far crescere le cose, di far camminare gli altri. Chi riceverà questa terra avrà non soltanto un premio ma anche la grande responsabilità di sensibilizzare e testimoniare la difesa dell’ambiente. Bisogna essere custodi dell’ambiente, della Casa di tutti: più la difendiamo, più guardiamo al futuro nostro e dei nostri figli“, conclude padre Fortunato. (AdnKronos)