Zika: scoperti composti promettenti per battere il virus

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La lotta a Zika non si ferma. Nuovi composti che sopprimono la replicazione del virus o che impediscono la morte delle cellule infettate sono descritti in un articolo pubblicato online su ‘Nature Medicine’. Questi composti – che includono alcuni farmaci già approvati per il trattamento di altre patologie umane – rappresentano un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci anti-Zika e la realizzazione di studi preclinici. Come Dengue e Chikungunya, il virus Zika può causare sintomi simil-influenzali in alcuni individui. Ma a differenza di Dengue e Chikungunya, l’infezione da Zika può provocare microcefalia nei feti e sindrome di Guillain-Barre negli adulti. Hongjun Song, Guo-Li Ming, Wei Zheng, Hengli Tang e i colleghi della Johns Hopkins, dei National Institutes of Health e della Florida State University, hanno passato al setaccio una biblioteca di circa 6.000 composti – che includevano farmaci approvati dalla Fda (Food and Drug Administration) e terapie attualmente in sperimentazione clinica – e hanno identificato due classi promettenti: una inibisce la morte delle cellule infettate dal virus Zika e l’altra blocca la replicazione del virus nelle cellule infette. Le due classi di composti identificati si sono rivelati attivi in diversi tipi di cellule cerebrali – comprese le cellule progenitrici neurali umane (che contribuiscono allo sviluppo della corteccia cerebrale nel feto) e gli astrociti – e in un mini-cervello in 3D, coltivato in laboratorio. Non solo: le molecole ‘funzionano’ somministrate prima e dopo l’esposizione al virus Zika. Infine, le due classi mostrano ancora maggiori benefici se utilizzate insieme piuttosto che singolarmente. Sono necessarie ulteriori ricerche prima che questi composti possano essere presi in considerazione per il trattamento nell’uomo, in particolare nelle donne in gravidanza, ammoniscono i ricercatori. I prossimi passi, dunque, comprendono test di efficacia e sicurezza in modelli animali. Questo studio fa parte di un gruppo di lavori a libero accesso, per un accordo tra editori e finanziatori della ricerca, per garantire che la risposta globale alle emergenze di Salute pubblica sia basata sui dati più nuovi e aggiornati.