Ambiente, la proposta di legge: le grotte come monumenti, 50mila euro di multa per danni o rifiuti

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C’è del bello nel sottosuolo da ammirare, tutelare e valorizzare come avviene per le meraviglie della superficie. Le grotte al pari dei monumenti naturali, sono luoghi da visitare, accompagnati da speleologi o guide specializzate in grado di raccontare e di fare apprezzare le ricchezze ambientali, paleontologiche e geologiche del mondo di sotto. Come per altri beni naturali, chi inquina, deturpa, sporca o saccheggia rischia di pagare le infrazioni a caro prezzo con multe salate che vanno da 2000 fino a 50.000 euro. Sono aspetti sui quali punta a intervenire una proposta di legge, presentata in commissione Ambiente alla Camera dalla deputata 5stelle Patrizia Terzoni, il cui intento è la ”tutela, la valorizzazione, la gestione, lo sviluppo e l’utilizzo sostenibile del patrimonio geologico e speleologico”, oltre a riconoscerne il ”valore, l’importanza e il pubblico interesse”. A fronte di diverse leggi e regolamenti regionali, in Italia manca una legge-quadro e soprattutto non c’è un catasto nazionale, delle aree carsiche, cavità naturali, grotte, forre o gole, terresti o marine. ”I geositi – scrive la deputata 5stelle, che ha portato alla Camera le sue competenze di ingegnere Civile e Ambientale – devono essere considerati come parte costitutiva del paesaggio e come tali devono essere tutelati dall’articolo 9 della Costituzione“. “Una particolare attenzione – si legge ancora nella legge elaborata dalla deputata M5S – è rivolta alla tutela di questi meravigliosi luoghi e all’istituzione di un catasto nazionale condiviso”, insediato al ministero dell’ambiente, che dovrà essere inserito nella rete del sistema informativo nazionale ambientale, con accesso libero e gratuito. La pdl si prefigge inoltre di chiarire la posizione all’interno di questo quadro normativo, delle diverse associazioni come il Club alpino italiano, la Società speleologica italiana”, di promuovere la formazione tecnica degli speleologi e delle guide turistiche. Considerati come siti di elevato valore ambientale, le grotte e le cavità sono tutelate da norme che vietano l’abbandono di rifiuti, l’alterazione del regime idrico, la rimozione o il danneggiamento di rocce, concrezioni, fossili e reperti paleontologici. L’inosservanza dei divieti e delle norme di tutela, prevedono sanzioni amministrative piuttosto salate che vanno da 5.000 a 50.000 per l’alterazione del regime idrico; da 2000 a 20.000 euro per l’abbandono di rifiuti e da 5.000 a 50.000 euro in caso di asportazione o danneggiamenti.